BATTESIMO: SIGNIFICATO, MODO E SOGGETTI
Michael Kimmitt
(Traduzione italiana di: Francesco De Lucia)
Introduzione
Questo opuscolo espone la posizione Riformata sul
battesimo. E’ una versione edita di materiale che originalmente è
apparso sul "British Reformed Journal" numeri 6-10, 14
e 15. E’ essenzialmente uno studio biblico, anche se ho tratto spunti
da un numero di commentatori e teologi. Invece di basare la mia
posizione su pochi "testi prova", ho cercato di considerare
ogni occorrenza in cui compaiono le cinque parole correlate al battesimo
nel Nuovo Testamento.
Sarebbe assurdo per qualsiasi Protestante avocare a
sé infallibilità. Siamo creature cadute, e questo ha conseguenze sulle
nostre menti come su ogni altra cosa. Se il lettore dovesse notare
qualcosa che mi è sfuggita in questa trattazione è pregato di farmelo
sapere. Qualsiasi aggiunta, commento o correzione è sempre benvenuta; e
se le critiche non sono mai molto ben accette, possono, tuttavia, essere
in alto grado necessarie. Noi dovremmo sempre essere disposti ad essere
come i Bereani che investigavano le Scritture per vedere se le cose che
Paolo predicava erano vere.
Plas Gwyn
Trelawnyd
Agosto 1997
Indice
Battesimo
Il
Significato del Battesimo
Il Modo del
Battesimo
I
Battesimi di Giovanni
Il
Battesimo nel resto dei Vangeli
Il
Battesimo negli Atti degli Apostoli
Il
Battesimo nelle Epistole e nell’Apocalisse
I Soggetti
del Battesimo
Obiezioni al
Pedobattesimo
Implicazioni
Bibliografia
Battesimo
"Perché Cristo non mi ha mandato
a battezzare, ma a predicare il vangelo …"
Introduzione
La Teologia
Sistematica è quella disciplina che, ricavando informazioni fornite
dalla Teologia Biblica, Esegetica e Storica, cerca di intrecciarle in un
tutto comprensivo di ognuna d’esse, per poi essere applicata in
Teologia Pratica. Potremmo paragonarla ad un enorme albero che cresce
sul basamento della Scrittura. Il tronco è la Teologia propriamente
detta, cioè quanto impariamo su Dio; e quindi le ramificazioni
principali sono in genere: l’Antropologia, la dottrina dell’uomo, la
Cristologia, la dottrina di Cristo, la Soteriologia, la dottrina della
salvezza, l’Ecclesiologia, la dottrina della chiesa, e l’Escatologia,
la dottrina della fine dei tempi.
La branchia
che a noi qui interessa è quella che riguarda la chiesa, e si divide in
ulteriori varie ramificazioni: Idea, Attributi, Governo, ecc. Quella che
vogliamo analizzare riguarda i Mezzi di Grazia, la quale a sua volta si
suddivide in Preghiera, Predicazione e Sacramenti. L’ultima
sottosezione di essa, quella dei Sacramenti, si divide ulteriormente in
Battesimo e Cena del Signore, e noi considereremo il primo di questi
due.
Ora, il
proposito di questa introduzione abbastanza complicata è quello di
cercare di inculcare un senso di proporzione nella materia che andremo a
trattare. Paragonandola al tutto, ci accorgiamo di stare trattando una
materia che può considerarsi minore. La citazione di Paolo, all’inizio
di questo articolo, è motivo di triste perplessità per i
Sacramentalisti. E’ davvero interessante notare che del gruppo di
parole usate riguardo alla dottrina del battesimo ci sono soltanto venti
riferimenti nelle Epistole e nell’Apocalisse, cinque dei quali si
trovano in I Corinzi che abbiamo già citato, e di cui almeno altri
cinque non trattano affatto il battesimo!
In breve,
questo soggetto non occupa nella Scrittura il posto che troppo spesso ha
nei nostri dibattiti ecclesiastici. Un’ampia denominazione lo
considera così importante da permettere divisioni e la proliferazione
di chiese battiste. E così, recentemente, abbiamo assistito all’assurdo
spettacolo di un Presidente dell’Unione Battista, che da un lato
negava la dottrina fondamentale della divinità di Cristo, mentre dall’altra
sosteneva presumibilmente la posizione che solo l’immersione rende
valido il battesimo.
In ogni caso
ci si accorgerà spesso che il problema di ciò che costituisce il
battesimo rivela un’ intero complesso teologico ad esso correlato, e
per questo naturalmente vi sono importanti conseguenze pratiche. Una
persona in età giovanile, ad esempio, allevata in una chiesa Riformata,
va all’università, trova che solo la chiesa locale evangelica
battista predica un vangelo preciso, ma è esposta a critiche sulla
pratica dell’ "aspergere gli infanti" ed è persuasa da un
certo tipo di tendenziosa esegesi a farsi ribattezzare per immersione.
E così, a
rischio di cadere semplicemente nella medesima trappola di esagerarne il
posto che occupa in teologia, elevandolo al di sopra di quello che
occupa nella Scrittura, cerchiamo di presentare la posizione riformata,
e biblica, sul Battesimo. Al presente scrittore ciò sembra possa essere
convenientemente fatto presentando la dottrina in termini di: Significato,
Modo, e Soggetti del Battesimo.
Il Significato del
Battesimo
"Andate dunque, e fate discepoli …
battezzandoli …" Matteo 28:19.
"Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi
battezzerà con lo Spirito Santo." Marco 1:8.
Una varietà
di significati è associata al battesimo nella Scrittura e nelle
Confessioni Riformate. In ogni caso, per i nostri propositi sarà
sufficiente concentrarci su tre di essi.
Primo, esso
è associato, in modo auto-evidente, sia nella Scrittura che nella
pratica, alla professione del Cristianesimo. Ciò è asserito nel primo
dei testi sopra menzionati. Un Cristiano è uno che è stato battezzato
nel nome della Trinità, ed incidentalmente quelli che non sono stati
mai battezzati non hanno diritto a questo nome. Naturalmente, molto del
Cristianesimo professato non ha quasi nessuna base, o è dottrinalmente
molto discutibile. Nonostante questo, ciò che divide il mondo cristiano
da quello musulmano o indù è questo: le persone interessate sono state
battezzate. Io suggerisco anche che ciò ci conduce all’importante
punto pratico che, quando noi approcciamo persone battezzate, facciamo
così sulla base della loro professione di fede, mentre cerchiamo di
spiegare loro "la via di Dio più accuratamente."
Rivolgendoci
al secondo testo sopra citato, notiamo che anche se c’è un solo
battesimo, Efesini 4, tuttavia nell’insegnamento di Giovanni ci sono
presentati due aspetti d’esso, che potremmo chiamare il "rituale"
ed il "reale." Il primo si riferisce all’attività
fisica a cui il discepolo è sottoposto: il rituale; il secondo alla
"realtà" che il rituale indica. E’ importante avere in
mente entrambi questi concetti, perché fallire nel fare una distinzione
tra essi può condurci ad attribuire ad un aspetto una Scrittura che in
realtà si riferisce all’altro.
Secondo, la
Scrittura associa il battesimo ad un detergente. Proprio come mettiamo a
lavare un capo sporco, così l’uso dell’acqua in questo caso indica
una pulitura, e, con abbastanza chiarezza, la ripulitura dai nostri
peccati, naturalmente non intesa ex opere operato (cioè
attraverso il mero rito battesimale) ma riconoscendo che questo è
quanto avviene nella conversione. E così vediamo persone che vanno a
Giovanni Battista, ed erano "battezzate da lui nel Giordano,
confessando i loro peccati." Allo stesso modo troviamo Anania
che dice a Paolo: "Alzati e sii battezzato, e lavato dai tuoi
peccati, invocando il nome del Signore."
Terzo, quanto
è più importante, il Battesimo raffigura la nostra unione con Cristo.
Questo è il punto che si trova alla base della seconda parte del nostro
testo, che parla del "Battesimo con lo Spirito Santo." Ciò è
ben illustrato in I Corinzi 12:13: "Ora noi tutti siamo stati
battezzati con uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia
schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati con un medesimo
Spirito."
Obiezioni
A questo
punto dobbiamo cercare di trattare due obiezioni. I Carismatici ed i
Pentecostali in modo generale, contenderanno che il testo di Giovanni il
Battista indica un processo in due stadi o fasi: prima la conversione,
simbolizzata dal battesimo in acqua, e poi una seconda e susseguente
fase, quella del "Battesimo con lo Spirito!" In ogni caso è
chiaro che non c’è supporto per questa visione nelle Epistole, ed
anzi il contrario di essa è affermato in I Corinzi 12, appena citato.
Nel caso di Cornelio e dei suoi parenti ed amici, noi vediamo che la
parola è predicata, lo Spirito Santo converte, ed essi sono quindi
battezzati con acqua. Abbiamo qui entrambi: il rituale esterno e la
realtà interna.
Un argomento
più persuasivo sembra provenire dai Battisti che affermano, quotando
August Strong: "La verità centrale raffigurata dal battesimo è la
morte e risurrezione di Cristo, e la nostra propria morte e risurrezione,
in quanto ad essa connesse." E’ chiaro che egli congiunge questo
con l’idea che solo l’immersione esprime questo adeguatamente.
A ciò si
può rispondere, in primo luogo, che la verità della morte di Cristo è
sicuramente raffigurata nella Cena del Signore, e in secondo luogo che
la Sua risurrezione è celebrata in ogni chiesa cristiana col fatto che
ci incontriamo ogni domenica, il giorno della Sua risurrezione, che ha
rimpiazzato l’antico sabato ebraico.
Inevitabilmente,
si fa riferimento a Romani 6: "seppelliti con Lui nel battesimo
nella morte," ma il punto è che qui Paolo non stava discutendo
il battesimo in quanto tale. Egli sta cercando di confutare l’argomento
antinomiano contro una libera giustificazione, e per fare questo
enfatizza il fatto che siamo seppelliti, risuscitati, piantati,
crocifissi con Lui, in breve: che siamo uniti a Cristo. Ciò che è qui
in vista non è l’acqua del battesimo, ma l’azione dello Spirito
Santo che ci ha posti in unione col nostro benedetto Redentore. In un
passaggio parallelo, Colossesi 2, siamo detti essere stati circoncisi
con lui. E’ chiaro quindi che non sono gli aspetti fisici, ma quelli
spirituali ad essere posti sotto la nostra attenzione. Enfatizzare un
aspetto a discapito del significato generale è esegesi povera, ma
comune.
Inoltre,
siamo facilmente ingannati dall’esperienza che forse abbiamo di
seppellimenti in cui la bara è calata nella tomba scavata nel terreno,
e quindi la promessa della risurrezione si configurerebbe come l’uscire
dal terreno; ma il nostro Signore fu posto in una tomba in un giardino,
presumibilmente su una mensola. Non c’era niente che corrispondeva all’immagine
dell’immersione battista.
Nel
concludere questa discussione sul Significato del Battesimo desidero
attirare l’attenzione sul modo in cui l’opera dello Spirito è
rappresentata. Egli è detto essersi "posato su ognuno,"
essere "caduto su," essere stato "sparso su,"
ecc. Il significato di queste rappresentazioni apparirà in seguito.
Il
Modo del Battesimo
"Or in
quei giorni venne Giovanni Battista, che predicava nel deserto della
Giudea … Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la regione
adiacente il Giordano accorrevano a lui, ed erano battezzati da lui nel
Giordano, confessando i loro peccati." Matteo 3:1, 5, 6
Introduzione
Nella sezione
precedente è stato suggerito che la posizione riformata e biblica
potrebbe essere molto convenientemente trattata in termini di Significato,
Modo e Soggetti del Battesimo. Avendo
introdotto il soggetto in modo generale, ed avendo trattato il primo
punto, ora consideriamo il secondo e controverso punto.
E’ un fatto
curioso che il Nuovo Testamento non ci dice come era amministrato il
battesimo! Dopo tutto, a quel tempo ognuno lo sapeva per esperienza. Ma
questo fatto dovrebbe allertarci a farci comprendere: primo, la sua
relativamente poca importanza, e secondo, il fatto che questo soggetto
possa preoccuparci molto suggerisce che riguardo a questo non abbiamo la
mente di Cristo. Egli ci ha resi liberi (alleluia!), e noi dovremmo
essere molto cauti riguardo a qualsiasi tendenza a ritornare sotto un
giogo di schiavitù.
Dopo tutto,
un rito che deve essere amministrato a giovani ed anziani, a persone in
salute, malate, o in extremis, nei deserti, ai tropici, nella
tundra e all’Artico, come in climi temperati, può difficilmente
essere vincolato soltanto ad un solo modo d’amministrazione!
Infatti noi
potremmo semplicemente concludere le nostre considerazioni qui, e
sospetto che, qualora lo facessimo realmente, saremmo in sintonia col
pensiero del Nuovo Testamento, non fosse per il fatto che, non solo
chiese battiste, ma un crescente numero di chiese evangeliche,
persistono nell’asserire che solo l’immersione totale (vestiti e
usualmente all’indietro!) costituisce il battesimo. Prendiamo un
esempio dalla letteratura sottomano pubblicata ultimamente: "L’amministrazione
del battesimo … sarà per totale immersione nell’acqua, Matteo 3:5,
6, 13, 16, Giovanni 3:32, Atti 8:38, 39, Romani 6:3, 4."
Va senza dire
che i testi-prova non provano il punto, ma di ciò parleremo tra non
molto.
Come deve
essere risolta dunque la questione? Chiaramente, la risposta è nella
Scrittura ispirata, che è "utile a insegnare, a convincere, a
correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia
completo, pienamente fornito per ogni buona opera."
L’approccio
usato è stato quello scientifico: ottenere tutte le informazioni
disponibili e poi costruire una teologia che rende giustizia a tutti i
dati. Per questo scopo ogni testo che fa menzione del battesimo nel
Nuovo Testamento è stato esaminato e classificato.1 Ciò sembra condurre
a conclusioni abbastanza chiare, e io posso soltanto incoraggiare
chiunque che si desse pensiero intorno a questo argomento, di seguire lo
stesso percorso. Quanto segue è semplicemente un sommario.
Battesimo e suoi affini
Ci sono
cinque parole nel Nuovo Testamento riguardanti il battesimo e può
essere d’aiuto a questo punto semplicemente farne una lista:
baptίzw
………………………… Baptìzo
…………………… Battezzare …………………….. 80
bάptisma ……………………….
Bàptisma …………………. Battesimo ………………………
22
baptismόV
…………………….. Baptismòs
………………… Lavaggio ……………………….. 4
baptistήV
……………………... Baptistès
…………………. Battezzatore° ……………………14
bάptw ……………………………
Bàpto …………………… Immergere o Tingere ……………
3
°ad es.
Giovanni il Battista
Nella prima colonna c’è la parola greca che è poi traslitterata
nella seconda; la terza colonna ci fornisce la traduzione, e la colonna
finale il numero approssimativo in cui è usata nel Nuovo Testamento.
Non è necessario conoscere il greco per essere in grado di vedere che
in molti casi le parole sono semplicemente trasportate nel nostro
linguaggio. Nella provvidenza di Dio i traduttori della versione latina
semplicemente usarono le parole originali che sono state poi a loro
volta italianizzate nelle nostre versioni.
I Battesimi di Giovanni
Quando
pensiamo all’opera di Giovanni il Battezzatore, forse viene quasi
spontaneo immaginarlo, anche a motivo delle fotografie di attività
missionarie, come un’ austera figura in piedi nel Giordano, con forse
quattro o cinque figure di fronte a lui che aspettano di essere immerse.
In ogni caso io suggerisco che abbiamo bisogno di chiederci due cose:
Quante
persone battezzò Giovanni?
Quanto durò
il suo ministero?
Potremmo
avvertire di non saperlo, ma in ogni caso possiamo almeno fare qualche
stima.
Leggendo le
narrative del Vangelo ciò che scopriamo è che sotto il ministero di
Giovanni si sta verificando un grande risveglio religioso. farisei,
sadducei, esattori di tasse e soldati, come anche le persone comuni,
sono tutti mossi dalla sua predicazione, e vanno a lui per essere
battezzati. A quel tempo, la popolazione di Gerusalemme è stimata
essere tra 200.000 e 250.000 persone. Nelle società agricole forse solo
qualcosa come il 10% non è impegnata in attività agricole, e così
quando leggiamo di "Gerusalemme, tutta la Giudea, e tutta la
regione circostante al Giordano" ciò può suggerirci una
popolazione di circa 2 milioni di persone. Concedendo che la parola
"tutta" non si riferisce ad ogni singolo individuo, tuttavia
possiamo legittimamente stimare che la risposta alla nostra prima
domanda sia: intorno ad 1 milione di persone.
Ora, noi
sappiamo che Giovanni era sei mesi più grande del nostro Signore e da
Luca 3:23 che Gesù aveva circa trent’anni quando iniziò il Suo
ministero; Giovanni, a quel tempo, aveva circa la stessa età, che
sembra fosse l’età comune per l’inizio del ministero di un
sacerdote. Dopo un certo periodo Cristo viene per essere battezzato e
quindi entra nel Suo ministero. Giovanni quindi diminuisce, è
imprigionato e finalmente eseguito a morte. La sua opera probabilmente
non durò più di un anno.
Torniamo ora
indietro al Giordano e a quella serie di figure. Supponiamo che invece
di quattro o cinque figure sia presente una continua fila di persone.
Quanto ci vorrà per immergere ognuno di loro? Forse un minuto? Dopo 50
minuti si adagia sulla riva, si riposa per qualche minuto e ritorna al
suo lavoro. Dopo quattro ore ne ha immersi 200, ed è completamente
esausto. Poi ricomincia il giorno seguente, e dopo 5 giorni ne ha
battezzati 1000. Ce ne sono ancora 999.000! Quanto a lungo vogliamo
supporre che carne e sangue possono sostenere una tale attività?
Non potremmo
a questo punto ascoltare qualche Scrittura? "Purificami con
issopo, e sarò mondo; lavami, e sarò più bianco della neve."
"Spanderò quindi su di voi acqua pura e sarete puri." Che
bisogno c’è di eccitarsi così tanto per questa immersione? Quanto è
appropriato che uno che proviene da una linea sacerdotale usasse quelle
aspersioni e quei lavaggi in uso nell’Antico Testamento che puntano
tutte avanti al "togliere via i peccati del mondo!"
La matematica
è una scienza meravigliosa, è l’unica scienza esatta che abbiamo.
Noi la applichiamo ai dati di due millenni, ed essa dimostra
incontrovertibilmente che qualsiasi cosa gli scrittori del vangelo
volessero dire quando parlarono del battesimo di Giovanni non
potettero voler dire immersione. Né vi è alcuna ragione per cui
dovessero. Se un piccolo pezzo di pane ed un sorso di vino possono
rappresentare la Cena del Signore, perché un’aspersione d’acqua non
può rappresentare la nostra purificazione dal peccato nel Battesimo?
Obiezioni
Anche se ciò
sembra abbastanza chiaro, forse alcuni avranno alcune obiezioni a questa
interpretazione. Lo scrittore riesce a pensarne quattro, e può essere
utile semplicemente considerarle.
1. Giovanni
è detto battezzare "nel Giordano." Questo non implica
immersione? Non necessariamente. Potrebbe essere per immersione, ma un’
antico disegno di un battesimo, ad esempio, mostra una persona che si
trova nell’acqua e l’amministratore che versa acqua sul suo capo da
un contenitore. Questo sarebbe egualmente coerente con l’espressione "nel
fiume."
2. Nell’espressione:
"Io vi battezzo con acqua, ma Lui vi battezzerà con lo Spirito
Santo" essi dicono che la parola greca "en"
dovrebbe essere tradotta "in" invece di "con."
Questa infatti è la traduzione della versione italiana Protestante
"Nuova Riveduta," mentre nelle versioni "Diodati,"
"Luzzi" e "Nuova Diodati" è tradotto con "con."
Ciò è interessante perché si trova al cuore della discussione.
Ciò che è veramente in questione nell’argomento non è la quantità
d’acqua, ma come essa è applicata. L’acqua è versata o
aspersa sulla persona, che è coerente con la traduzione "con,"
o la persona è immersa nell’acqua, che è coerente con la
traduzione "in?"
Le
preposizioni greche sono ingannevoli, anche per l’esperto. Uno sguardo
ad una concordanza greca mostra che la normale traduzione è "in"
ma si trova anche "con," come anche "tra,
a, presso, per mezzo di," ecc. Un buon esempio dell’uso
di "con" si trova in I Corinzi 4:21, dove Paolo usa l’espressione
"en rάbdw "
che è tradotta "con la verga" e dove "in"
sarebbe abbastanza inappropriato. La traduzione "con acqua"
per "en ύdati"
sembra filare abbastanza liscia. La correttezza di questa traduzione è
rafforzata dal fatto che nell’espressione parallela del vangelo di
Luca, il greco "en" è
omesso. Questo dunque richiede il dativo "con." Un’ulteriore
considerazione è che la traduzione "nello Spirito Santo,"
sembra essere in un certo contrasto con quello che sta veramente
accadendo. Noi non siamo immersi in Lui! Egli è sparso su noi. Per
queste tre ragioni sembra appropriato rigettare la traduzione "in"
ed usare "con" come fanno tre delle nostre italiane e
Protestanti traduzioni.
3.
Sicuramente, però, dirà qualcuno, tutto questo è al di là del punto:
qualsiasi cosa tu voglia argomentare, noi abbiamo un esempio proprio nel
caso del nostro Signore. Il Suo battesimo fu per immersione. Bene, preso
a parte, come un testo a sè, ciò potrebbe essere. Non c’è niente
nella narrativa in sè che ce lo faccia escludere, ma, d’altra parte,
non c’è nemmeno alcuna cosa in essa, presa a parte, che implica che deve
essere stato così. Anche se il Battesimo del nostro Signore è
menzionato in tutti e quattro i vangeli, solo due ne danno una
descrizione diretta. In Matteo leggiamo: "E Gesù, appena fu
battezzato uscì fuori dall'acqua," ed in Marco: "come
usciva dall'acqua." Una volta ancora ci troviamo davanti alle
difficoltà delle proposizioni greche. In Matteo la parola usata è "apo
." Essa può significare "da" o "via da,"
ma non "fuori da" come tutte le versioni italiane Protestanti
traducono nel caso di Matteo. In Marco la parola è "ek"
che significa "fuori da" o "da." Mettendo
insieme entrambi i racconti quello che sembra esserci detto è che il
nostro Signore "venne dall’" acqua. Se Lui e Giovanni
il Battista avessero fatto qualche passo nel Giordano, vi fossero
entrati mettendovi piede, e Giovanni avesse preso dell’acqua e l’avesse
versata sul capo del nostro Signore e poi fossero entrambi venuti via
dall’acqua, tutti i fatti per come descritti nel racconto biblico
sarebbero ancora presenti intatti. Alla luce di quanto abbiamo detto
precedentemente l’immersione ci sembra molto improbabile.
4. Un’ulteriore
obiezione merita la nostra considerazione. Il fatto che Giovanni
battezzava nel Giordano, e più tardi "in Enon, vicino a Salim,
perché là c'era abbondanza di acqua" indica
che il modo corretto è l’immersione? Beh,
no! La Giudea era un’area relativamente brulla messa a confronto con
la Galilea. Senza dubbio i paesi ed i villaggi avevano risorse d’acqua,
ma in misura limitata, forse abbastanza per se stessi e per viaggiatori
di passaggio, e ciò tranne che in tempi di siccità, I Re 17; ma queste
risorse erano abbastanza inadeguate per il massiccio numero di
viaggiatori che venivano in risposta alla predicazione di Giovanni. Il
cibo poteva essere portato, ma, a parte che per i bisogni battesimali,
ci voleva abbondanza d’acqua per i viaggiatori e gli animali. Infatti
il riferimento a "molte acque" nel greco è "ύdata
pόlla,"
che Thayer traduce con "molte sorgenti o
fontane." Ora, è perfettamente
fattibile abbeverare uomini e bestie in un posto di sorgenti, e
battezzare una moltitudine per versamento o aspersione. Sarebbe di
singolare difficoltà immergere anche una persone in quelle sorgenti di
cui ci dice lo scrittore!
E’
interessante che il racconto di Giovanni 3 aggiunge un dato informativo,
perché leggiamo il verso 25: "Sorse allora una discussione da
parte dei discepoli di Giovanni con i Giudei intorno alla purificazione."
Chiaramente ciò è collegato ai riferimenti al Battesimo, quattro in
cinque versi. Ma come erano effettuate le purificazioni giudaiche? "Spruzzando:"
Levitico 14:6, 7, Numeri 8:7; 19:11-13. Fino ad ora, quindi,
supportando la posizione immersionista, ad un attento esame di Giovanni
3 ci troveremmo in una direzione completamente opposta a quella
suggerita dalla Scrittura.
Conclusione
Abbiamo
esaminato le circostanze che circondano l’attività di Giovanni e ci
siamo assicurati che è precisamente quella che ci sarebbe aspettati da
un sacerdote che eseguiva purificazioni sotto la Vecchia Dispensazione.
Ciò si trova perfettamente con il largo numero di persone che veniva, e
niente nelle possibili obiezioni è incoerente con l’interpretazione
che questi battesimi erano effettuati per versamento e/o aspersione.
Ogni cosa, inoltre, grida che non avrebbero potuto essere stati
effettuati per immersione.
Il Battesimo nel resto dei Vangeli
Introduzione
Quando ci
rivolgiamo al resto dei Vangeli per vedere cosa si può imparare sul
modo del battesimo, siamo immediatamente messi a confronto con due
grandi testi alla fine del Vangelo di Matteo e di Marco.
Matteo 28:19
dice: "Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli,
battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo."
Poi abbiamo
Marco 16:16: "chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà
salvato …"
Da questi
testi impariamo che un cristiano può essere definito come uno che crede,
è un discepolo, ed è stato battezzato. Tuttavia, niente è
detto del modo, e quindi dobbiamo rivolgerci ad altre Scritture per
scoprire che l’acqua ha a che fare con esso, perché in questi testi
non è neppure menzionata.
Figurazione
Ci sono un
numero di ulteriori riferimenti minori al battesimo e a Giovanni il
Battista che non aggiungono niente di significativo alla nostra ricerca,
ma in Marco 10:38 il nostro Signore domanda: "Potete voi bere il
calice che io berrò ed essere battezzati del battesimo di cui io sono
battezzato?" Chiaramente il riferimento è figurativo ed ha in
vista le Sue sofferenze prossime. Ora potremmo dire che il nostro
Signore fu immerso nella difficoltà ma sarebbe ugualmente
possibile sostituire a questa resa: fu sopraffatto da. Si deve
essere molto audaci, comunque, per cercare di derivare il giusto modo
battesimale da questo passaggio. In realtà il fatto che la parola qui
è usata figurativamente è sicuramente un avvertimento riguardo al
fatto che il suo significato è molto più ampio di quanto alcuni
fratelli suppongono.
Marco 7
In ogni caso
ci sono due ulteriori passaggi nei Vangeli che fanno luce sull’argomento,
ma che potrebbero prontamente essere omessi dal lettore italiano, in
quanto le parole greche originali presenti in questi passaggi non sono
tradotte "battezzare." Esse fanno parte del ritualismo
farisaico, e la prima sezione rilevante si trova in Marco 7:4:
"e, quando tornano dalla piazza, non mangiano
senza prima essersi purificati. Ci sono molte altre cose, che
sono tenuti ad osservare per tradizione: lavatura di coppe, di
brocche, di vasi di rame e di letti."
C’è qualche variazione testuale ma io ho
enfatizzato purificati e lavatura perché la
parola greca originale da cui provengono queste due traduzioni è battezzare.
(Sia baptίzw che baptismόV
sono qui impiegati nell’originale greco.)
Che significa
questo? E’ probabile che, nel ritornare dal mercato, gli acquirenti si
immergessero immediatamente in acqua? Essi non avevano le nostre
attrezzature igieniche o acqua corrente, e normalmente l’acqua sarebbe
stata faticosamente portata nella casa in appositi vasi. Ma anche se non
ci fossero state grandi difficoltà per quanto riguardava coppe, brocche,
e contenitori di rame, sarebbe stato fattibile immergere i letti? Due
volte nel contesto del passaggio considerato si fa riferimento alla "tradizione
degli anziani." Nel Libro di Levitico ci sono disposizioni per
la purificazione cerimoniale in connessione con varie faccende. Il
Fariseismo ci aveva poi costruito sopra, una fallacia comune, alla quale
siamo tutti proni anche ora, e vi aveva apportato aggiunte.
Presumibilmente quanto Marco sta spiegando ai suoi lettori è che certi
lavaggi cerimoniali erano praticati probabilmente per aspersione, e
questo nel greco è chiamato battezzare!
Luca 11
Il secondo
passaggio è in Luca 11:37, 38, dove un Fariseo aveva invitato il nostro
Signore a pranzo:
"Ed egli
entrò e si mise a tavola. Il fariseo notò questo e si meravigliò che
non si fosse lavato prima del pranzo."
Nel greco la
parola lavato è battezzato. Ora, è probabile che
il nostro Signore e gli altri ospiti si erano stati immersi, in
contenitori separati, perché altrimenti l’acqua sarebbe stata
immediatamente considerata contaminata, prima di prendere parte al pasto?
Beh, i traduttori di certo non la pensano così! La traduzione inglese
di Young, la "Literal Translation," ovvero "Traduzione
Letterale," traduce correttamente con "battezzare,"
ma tutte le traduzioni italiane, e molte altre inglesi, traducono con la
parola "lavare," o sue variazioni. Quindi noi abbiamo il
consenso di molti studiosi di greco che la parola battezzare qui
significa semplicemente lavare!
Obiezione
E’
interessante notare come Carson nella sua opera sul battesimo esponga
quella che noi consideriamo un’obiezione alla nostra tesi. Se noi
leggiamo ciò che argomenta sul passaggio di Luca sopra considerato,
esso equivale sostanzialmente a questo: "Battesimo significa
immersione, quindi il nostro Signore deve essersi immerso." E’
salutare vedere come una mente tanto intelligente e ben informata possa
impugnare il coltello dalla parte sbagliata. Siccome egli crede che
battesimo significa immersione, e nient’altro che immersione, allora
quello è quanto deve significare quel passaggio, non importa quanto
possa essere improbabile. Ma ciò è mancare completamente il punto.
Ciò che stiamo cercando di fare in questa serie non è prendere la
nostra definizione da un dizionario e di imporla ciecamente al
significato di ogni testo biblico, ma di andare attraverso l’intero
Nuovo Testamento ed elaborare dalle reali circostanze in cui sono usati
termini relativi al battesimo il significato inteso dagli scrittori che
hanno usato quei termini. I dizionari, per quanto siano di indubbio
valore per la ricerca del significato di una parola, sono autorità
puramente secondarie, e possono aver bisogno di essere cambiati alla
luce di ulteriori ricerche ed investigazioni nell’uso reale di una
particolare parola.
Giovanni 2
Ulteriore
luce sul precedente accaduto di Luca 2 è fatta dal racconto che abbiamo
del matrimonio a Cana di Galilea in Giovanni 2. Qui noi leggiamo di "sei
recipienti di pietra, usati per la purificazione dei Giudei, che
contenevano due o tre misure ciascuno" probabilmente una
quantità che può andare dai 77 ai 113 litri. La normale procedura
sarebbe stata quella di mettere dell’acqua da un vaso in un
contenitore, così che il contenuto non ne veniva contaminato, e poi
versato sulle mani, e possibilmente sui piedi, dell’ospite. Vi erano
elaborati rituali in connessione alla purificazione, a cui è fatto
suggerimento in tutti e tre i racconti. Così non c’è dubbio che, nel
racconto di Luca 11, i Farisei si aspettavano dal nostro Signore che Lui
si fosse lavato le mani, o che avesse permesso che Gli fossero lavate le
mani, prima di mangiare.
In ogni caso,
forse, dovremmo chiederci se fosse stato possibile immergersi in tali
contenitori. Sicuramente non in uno di tali dimensioni. Facciamo di
nuovo ricorso alla matematica. Considerando la massima quantità
possibile, e riconoscendo che i vasi non sono completamente pieni,
probabilmente possiamo supporre un massimo di 135 litri. Siccome ci sono
28,3 litri al piede cubico,2 abbiamo una capacità di 0,14 m ³
che può essere contenuta in un vaso cilindrico di 38 cm di diametro e
122 di altezza. Presumibilmente i vasi reali erano più larghi nel mezzo
e più stretti verso l’estremità superiore, e chiaramente in quanto
tali non erano adeguati per l’immersione. Per quest’ultima sarebbe
stato necessario avere un vaso molto più ampio.
Conclusione
Possiamo
quindi fare un breve sommario di questa parte del nostro studio dicendo
che nei due o tre casi dove è menzionato il battesimo, può essere
dedotto che questa parola è usata in termini di versare, spargere,
aspergere, o lavare, e non può ragionevolmente riferirsi all’immersione.
Questo naturalmente è del tutto coerente con i risultati degli studi
precedenti.
Il Battesimo negli Atti degli Apostoli
Introduzione
All’inizio
del libro degli Atti ci troviamo immediatamente di fronte ad una
ripetizione della promessa che in varie forme compare in tutti e quattro
i Vangeli:
"Giovanni
battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito
Santo."
Questa
continua ripetizione serve sicuramente a ricordarci che ciò che è
importante riguardo al Battesimo non è il segno esterno, ma la realtà
interna alla quale il segno fa riferimento. Noi possiamo essere
battezzati per aspersione, effusione, per singola o trina immersione o
in varie combinazioni, ma se di noi non è vero che: "noi tutti
siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo…," sarebbe
bene per noi che non fossimo mai nati. Ciò che conta non è il rituale,
ma la realtà a cui il rituale fa riferimento. Un infelice aspetto della
Caduta è che tendiamo prontamente al rituale!
Vediamo
questo tra alcuni ebrei cristiani nella loro enfasi sulla circoncisione;
lo vediamo tra i greci ortodossi e cattolici romani nella loro enfasi
nell’includere vari rituali nell’adorazione, lo vediamo tra quelli
che fanno della religione il rispettare il Natale e Pasqua e Venerdì
Santo, ecc., e che insistono su certi vestiti ed abiti religiosi, e per
questo noi li chiamiamo Ritualisti. E dobbiamo temere il fatto che vi
siano alcuni che insistono su un solo modo particolare di Battesimo,
perché l’eresia dei Galati è sempre con noi!3
Naturalmente
mi rendo conto che l’ultimo gruppo risponderà semplicemente: "Battesimo
significa immersione e nient’altro che immersione, noi stiamo
semplicemente ubbidendo al comandamento del Signore." Ma è il
proposito di questa investigazione vedere se è così. Certamente il
nostro esame finora punta in una direzione esattamente opposta.
Il Giorno di Pentecoste, 2:38, 41
Lo Spirito
Santo era venuto sugli Apostoli, e, come risultato della predicazione di
Pietro, qualcosa come tremila persone avevano ricevuto la sua parola e
furono battezzati nello stesso giorno. Ci sono due aspetti che ci
interessano. Primo, se ciò fosse stato fatto per immersione allora
ognuno dei dodici Apostoli dovette avere a che fare con qualcosa come
250 persone. Assumendo che ci voglia un minuto per ognuno di loro, ciò
ci conduce a cinque ore, pause eventuali escluse (confronta i precedenti
calcoli relativi a Giovanni Battista), non male come giornata di lavoro!
L’improbabilità
di ciò è minore se confrontata col secondo aspetto, e cioè che era
pressoché impossibile ottenere la quantità d’acqua necessaria.
Gerusalemme, a differenza di molte città più grandi, non è situata
presso un fiume. L’edizione del 1962 del New Bible Dictionary (Nuovo
Dizionario Biblico) afferma che a quei tempi il rifornimento d’acqua
era faccenda problematica. Anche in questo paese, dove l’acqua abbonda
e le facilità sanitarie sono eccellenti, chiunque sia familiare con
Chiese Battiste sarà a conoscenza dell’estensiva pianificazione di
cui c’è spesso bisogno per effettuare anche una singola immersione.
Il candidato può aver bisogno di viaggiare molto, a volte. Aneddoti e
alcuna letteratura ci offrono una lista di sforzi eroici per spostarsi e
riempire taniche, e cose del genere. E tuttavia noi vediamo che nel
Giorno di Pentecoste, nella stagione secca dell’anno, dove molte case
facevano riferimento a cisterne riempite con la pioggia della stagione e
dove non c’era un largo o esteso corso d’acqua, gli Apostoli non
sembrano mostrare alcuna difficoltà nel battezzare qualcosa come
tremila persone. Beh, facendolo per aspersione, o anche versando dell’acqua
sul capo, non ci sarebbe stato alcuno dei problemi sopra accennati.
E’
inevitabile che non possiamo essere a conoscenza di tutte le
possibilità, ma anche se una riserva estensiva fosse stata disponibile,
è probabile che una popolazione ostile avrebbe sopportato un’estensiva
contaminazione delle loro risorse d’acqua dove si erano immersi
tremila individui, o che gli ultimi candidati abbiano accettato di
essere immersi in una piscina così inquinata? Noi vorremmo giusto
chiedere: qual è il metodo più probabile? Non ho mai visto il giorno
di Pentecoste citato come testo prova per l’immersione, e non ne sono
affatto sorpreso!
I Samaritani, 8:12, 13, 16
Da questo
passaggio non impariamo niente in modo diretto, ma vale la pena notare
che, primo: "uomini e donne si fecero battezzare."
Secondo, il modo in cui si riceve lo Spirito Santo è indicata dall’affermazione:
"perché non era ancora disceso su alcuno di loro."
L’Eunuco Etiope, 8:36, 38, 39
Questo passaggio è quasi
invariabilmente citato dai Battisti come un testo che prova la loro
posizione:
"ed ambedue, Filippo e
l'eunuco, discesero nell'acqua, ed egli lo battezzò. Quando uscirono
dall'acqua …"
Ora, questo
è precisamente il racconto che potremmo dare di un battesimo per
immersione, anche se non prova che lo fosse! Esaminiamo le circostanze
un po’ più da vicino. Primo, notiamo che le Scritture richiamano la
nostra attenzione, al verso 26, specificamente al fatto che, riferendosi
alla strada: "essa è deserta." Secondo, noi leggiamo
che essi avevano incontrato "un luogo con dell'acqua." Non
ci è detto quanta. Potrebbe essere stata acqua che scorreva lungo una
pietra, o una sorgente nel deserto, o una piccola o ampia piscina. Che
fosse una quantità sufficiente per immergere qualcuno è una pura
congettura. Può essere detto che "l’eunuco discese nell’acqua"
ma ciò non prova l’immersione perché lo stesso è detto esattamente
di Filippo, e dunque se prova l’immersione per l’uno lo deve provare
di entrambi, perché il linguaggio usato è esattamente lo stesso per
entrambi! E, come se ciò rendesse la questione chiara, il passaggio
dice: "quando uscirono dall’acqua" enfatizzando che
ciò che era vero per l’eunuco era vero anche per Filippo. Se infatti
l’acqua era una piccola piscina o anche una sorgente, ed essi avessero
entrambi fatto qualche passo in essa, e Filippo avesse preso un po’ d’acqua
nella sua mano e l’avesse versata o aspersa sull’eunuco, tutto ciò
che è detto nel racconto sarebbe allo stesso modo preservato intatto.
Lo stesso sarebbe vero se fosse stato un semplice rigagnolo su una
parete rocciosa che Filippo usò. E ciò perché anche se la più usuale
traduzione della parola greca " εi
σ” è "in, dentro" può
anche significare semplicemente "a" o anche altre cose,
a secondo del contesto; similmente, la parola "εk
/εξ"
tradotta "fuori da" potrebbe
anche essere semplicemente "da." Forse è significativo
osservare che, anche se c’è un modo perfettamente adatto in greco per
esprimere senza ambiguità il senso di "dentro" e "fuori
da", lo Spirito Santo non lo ha adottato.
La verità è
che i Battisti cominciano presupponendo "immersione" e poi
semplicemente ce la leggono nel passaggio e lo usano come testo-prova,
che, naturalmente, è cadere nella trappola logica di argomentare in
modo circolare.
Saulo, 9:18 insieme a 22:16
Ecco un breve
estratto dal racconto del battesimo di Paolo da Tarso:
"…poi
si alzò e fu battezzato."
Dobbiamo
ricordarci un po’ delle circostanze. Mentre era sulla via per Damasco,
Saulo fu confrontato e convertito dal Signore risorto. Essendo entrato
in città cieco, egli rimase tre giorni senza cibo o bevanda, e quindi
Anania giunse presso di lui e riacquistò la vista. Dopo di ciò il
racconto ci dice semplicemente che: 1. Si alzò. 2. Fu battezzato. 3.
Quando ebbe preso cibo fu fortificato.
Una semplice
lettura della narrativa, senza preconcetti, suggerisce che, essendosi
alzato, Paolo fu battezzato da Anania in piedi, presumibilmente per
aspersione o versando dell’acqua sul capo in situ, e quindi
prese cibo. E’ in qualche modo probabile che nella sua debole
condizione Anania lo abbia portato a qualche bagno pubblico, se pure ne
esisteva qualcuno, o fuori della città al fiume Abana o Parpar, e dopo
aver cercato un punto adatto lo immerse prima che avesse avuto l’opportunità
di rompere il suo digiuno? Quali sono le probabilità che questa sia
stata la reale sequenza degli eventi?
Il Battesimo di Cornelio, i suoi parenti ed i suoi amici
intimi, 10:44, 47, 48
Pietro,
essendo stato mandato presso questo centurione Gentile, era impegnato
nel predicare a quel gruppo, quando:
"…lo
Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola."
Quelli che
erano giunti lì insieme a Pietro erano meravigliati:
"…che
il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui
gentili."
E fu allora
che Pietro fece un’ovvia domanda:
"Può
alcuno vietare l'acqua, perché siano battezzati costoro che hanno
ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi? Così egli comandò che
fossero battezzati nel nome del Signore Gesù."
Una lettura
naturale di questo passaggio è: quell’acqua fu quindi portata in casa
e che il gruppo fu battezzato, o per versamento o aspersione. Questa
interpretazione è rafforzata dalla difesa delle sue azioni che Pietro
offre in Atti 11:15, 16:
"Avevo
appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di
loro, come era sceso al principio su di noi. Mi ricordai allora della
parola del Signore che diceva: "Giovanni ha battezzato con acqua,
ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo."
Essi avevano
constatato per esperienza che lo Spirito Santo "discese"
o fu "sparso," o "asperso" su quel
gruppo di persone. E così per analogia, ovviamente, noi ci possiamo con
ogni probabilità aspettare che il battesimo con acqua seguisse un modo
simile, essendo esso il segno e la raffigurazione esteriore di quella
realtà spirituale.
Lidia e la sua famiglia, 16:14, 15
Durante l’attività
missionaria di Paolo e del suo gruppo essi giunsero a Filippi. Qui sono
registrati due battesimi.
Nel primo, in
giorno di sabato Paolo aveva predicato in un luogo di preghiera lungo la
riva di un fiume. La sequenza di eventi riportati è questa:
1. Tra gli
adoratori c’era una certa Lidia, una venditrice di porpora di Tiatira.
2. Il Signore
aprì il suo cuore così che lei prestasse attenzione alla parola di Dio.
3. Quindi fu
"battezzata con la sua famiglia…"
4. Costrinse
poi Paolo e il suo gruppo a rimanere a casa sua.
Le
implicazioni sono così ben espresse da un altro scrittore che ci
avvarremo di alcune sue parole. E’ probabile "che questa
rispettabile signora orientale di buona posizione fu immersa, in un
luogo pubblico, da un uomo che non aveva mai visto prima? Una tale cose
sarebbe una flagrante violazione dei costumi e degli usi dell’Est,
dove le donne sono sempre state riservate per consuetudine. E Paolo …
non era un uomo tale da far violenza a questi sentimenti di delicatezza
… Non c’è alcun’ombra di dubbio che Lidia non fu immersa."
Basta
soltanto provare a visualizzare Paolo, Lidia e la sua famiglia,
grondanti d’acqua che ritornano in città, per accorgersi della follia
della contenzione che il Battesimo è per "immersione e nient’altro
che immersione."
Il Carceriere di Filippi e la sua famiglia, 16:33, 34
Il secondo
avvenimento in Filippi ha a che fare con l’imprigionamento di Paolo e
Sila. I fatti probabilmente ci sono molto familiari. Intorno alla
mezzanotte ci fu un terremoto, e il carceriere svegliandosi dal sonno
teme che i prigionieri siano fuggiti e sta per uccidersi quando Paolo
interviene e l’uomo quindi si salva. Quindi:
"Ed egli
li prese in quella stessa ora della notte e lavò loro le piaghe. E lui
e tutti i suoi furono subito battezzati. Condottili quindi in casa sua,
apparecchiò loro la tavola …"
La storia ci
dice che il carceriere prese dell’acqua per lavare le loro ferite.
Quindi immediatamente lui e tutta la sua famiglia furono battezzati.
Logicamente l’acqua per fare questo fu presa dalla stessa cisterna o
pozzo che serviva per la prigione. E’ probabile che la prigione
possedesse anche un serbatoio in cui lui e la sua famiglia potessero
essere immersi? Ancora meno probabile è il fatto che, avendo chiuso a
chiave gli altri prigionieri, l’intero gruppo procedette nelle prime
ore del mattino verso il fiume locale e che lì furono immersi,
particolarmente alla luce del commento di Paolo al verso 37. Una volta
ancora ogni probabilità indica che questi battesimi furono eseguiti per
effusione o aspersione, particolarmente a causa del fatto che essi erano
compiuti tra la lavanda delle ferite e dei piedi ed il pasto.
Crispo e la sua famiglia, 18:8. I discepoli di Efeso,
19:1-7
In questi due
riferimenti non c’è niente di immediatamente rilevante alla nostra
ricerca sul significato della parola battesimo. Noi possiamo notare che
proprio come questo libro è iniziato con un riferimento alla
connessione tra essere battezzato con acqua e essere battezzato con lo
Spirito Santo, così gli ultimi riferimenti al soggetto, a parte il
riferimento che riguarda la conversione di Paolo, di nuovo collegano le
due cose insieme:
"Udito
questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù. E, quando Paolo
impose loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro…"
Conclusioni
Abbiamo
considerato virtualmente ogni riferimento al Battesimo nel libro degli
Atti. Nel cercare di delucidare il modo abbiamo considerato un passaggio
dove l’immersione può essere stata possibile, quello dell’eunuco
etiope. Ma di certo quel passaggio non prova che il battesimo fu
effettuato per immersione, e, a parte le implicazioni degli altri
passaggi, alcune circostanze incidentali suggeriscono che non lo fu. In
ogni altro caso dove c’è abbastanza informazione per tirare delle
conclusioni, considerando con onestà ogni evidenza, le implicazioni
indicano che il versamento o l’aspersione erano i soli probabili, o in
alcuni casi possibili, modi.
E questo,
naturalmente, è interamente in linea con le conclusioni a cui siamo
giunti da uno studio dei Vangeli, e in realtà col significato del
battesimo stesso. Non ci resta che terminare con quanto può essere
dedotto sul modo del battesimo dalle Epistole e dall’Apocalisse.
Il Battesimo nelle Epistole e nell’Apocalisse
Introduzione
Quando ci
rivolgiamo alle Epistole del Nuovo Testamento troviamo in modo più o
meno esteso il trattamento di soggetti come la Sicurezza della salvezza,
gli Uffici Ecclesiastici, il Vangelo, l’Immoralità, Israele, il
Giudizio, la Giustificazione, la Legge, il Legalismo, il Matrimonio e il
Divorzio, la Risurrezione, la Seconda Venuta, il Settarismo, il Peccato,
i Doni Spirituali, lo Stato, Soggetti lasciati alla discrezione
personale, ecc. Anche il soggetto delle Vedove occupa 14 versi in I
Timoteo, qualcosa come il 12% dell’epistola.
Per contrasto, le parole baptίzw, bάptisma, baptismόV si
trovano solo 19 volte nelle epistole, tre volte in Romani, 10 in I
Corinzi, una volta in Galati, Efesini, Colossesi e I Pietro, e due volte
in Ebrei. bάptw si
trova una sola volta in Apocalisse. Cercheremmo in vano qualche altro
esteso trattamento del soggetto, i riferimenti sono principalmente
incidentali alle discussioni principali.
Ora
paragoniamo questo a virtualmente ogni Confessione di Fede. Sarebbe
impensabile che il soggetto non sia discusso, spesso ampiamente. In una
Chiesa Battista è possibile trovare volantini in cui, per spiegare il
loro nome, uno spazio sostanziale è dedicato a spiegare che solo gli
adulti sono battezzati in base alla loro professione di fede e che il
battesimo è per immersione! Tutto questo è abbastanza estraneo al
Nuovo Testamento. Anche nelle Pastorali, dove sicuramente avremmo potuto
aspettarcelo, c’è solo un riferimento accidentale in Tito 3:5.
Abbiamo già
sottolineato che nel Nuovo Testamento questo soggetto semplicemente non
occupa il posto che invece occupa nelle nostre discussioni, e qualcuno
potrebbe percepire che questa serie estesa di articoli già trasgredisca
quel bilancio, non fosse altro che per il fatto che una difesa della
posizione biblica e riformata ci è imposta da coloro che così tanto
pertinacemente ci esortano a considerare che ciò di cui siamo convinti
a riguardo sia non biblico.
Con queste
considerazioni in mente esaminiamo quanto può essere dedotto dai testi
stessi.
Romani 6:3, 4
Forse è
comprensibile che quelli che già hanno una posizione immersionista
leggano in questi versi una conferma d’essa, e quindi li citino, come
infatti fanno regolarmente, come testi-prova per l’immersione. E
certamente quando noi troviamo uno studente non Battista della statura
del vescovo Lightfoot che cita il verso 4 come un’ "immagine del
battesimo" dovremmo fermarci un attimo. In ogni caso, non troppo,
perché, se abbiamo seguito fino in fondo la logica della posizione che
finora abbiamo delineato, noi non dovremmo avere tali presupposti. Diamo
quindi un’occhiata più attenta al passaggio. I seguenti punti
dovrebbero essere tenuti presente:
1. L’Apostolo
qui non sta trattando il Battesimo in quanto tale, ma l’obiezione
antinomiana che invariabilmente è incontrata ogni volta che la dottrina
della giustificazione per sola fede è esposta propriamente.
2. Sarebbe
piuttosto bizzarro aver bisogno di basare un argomento che dimostra un
modo particolare del battesimo su un riferimento incidentale che tratta
completamente un altro soggetto. Perché l’essenziale confutazione
della posizione antinomiana è che noi siamo uniti a Cristo.
3. E’
questa unione del credente con Cristo che è il punto essenziale che
Paolo è impegnato ad esporre - non solo battezzati e seppelliti ma
anche crocifissi e uniti, o innestati - e le ultime due fasi non fanno
alcun riferimento al battesimo in acqua. La parola tradotta al verso 5
con "uniti," o "innestati" nella Diodati, ci dà l’idea
di essere innestati in Lui, un’unione molto intima. Una completa
esposizione del passaggio si estenderebbe ben oltre i confini di un
articolo, ed il lettore interessato può fare riferimento, tra gli altri,
a John Murray nel suo Commentario ai Romani, o al suo volume sul
Battesimo, oppure a Martin Lloyd Jones, anche se per quest’ultimo
avrei alcune riserve riguardo alla sua interpretazione di I Corinzi
12:13.
C’è
comunque una considerazione puramente pratica che dovrebbe essere tenuta
a mente, ed è la seguente: noi siamo semplicemente sviati dalla nostra
esperienza di seppellimenti nel vedere una connessione tra questi e la
pratica immersionista. Il seppellimento del nostro Signore non fu un
andare giù in una tomba scavata. Piuttosto fu una "tumulazione."
Una volta che si afferra questo tutta la forza apparente nel passaggio
semplicemente scompare.
I Corinzi 1:13-17
Questo
passaggio, anche se contiene sei dei nostri venti testi, non aggiunge
niente alla nostra comprensione del modo del Battesimo.
I Corinzi 10:2
Parlando dell’uscita
dall’Egitto degli Israeliti, Paolo scrive: "tutti furono
battezzati in Mosè nella nuvola e nel mare…" Questo
passaggio ha evocato esegesi piuttosto strane. Gill, in difesa della sua
credenza che battesimo significa sempre immersione, visualizza gli
Israeliti che passano attraverso il Mar Rosso con l’acqua che si trova
su entrambi i loro lati e la nuvola sulla loro testa come una figura
dell’immersione. Altri si sono chiesti se il Salmo 68:9: "Tu
hai riversato un'abbondante pioggia o DIO…" che si riferisce
al deserto, non potrebbe essere applicato presumibilmente al battesimo
per aspersione! Ma la verità sicuramente è che proprio come Romani 6
tratta la nostra unione con Cristo, così tutto ciò che il testo ci sta
dicendo è che questi sono uniti a Mosè, essi sono gli uomini di Mosè.
Incidentalmente l’intera moltitudine fu battezzata, uomini, donne, e
bambini.
I Corinzi 12:13
Questo testo
si riferisce al Battesimo con lo Spirito Santo, la realtà che è
simbolizzata dall’acqua del battesimo.
I Corinzi 15:29
Comprendere
cosa vogliano dire questi due riferimenti potrebbe aggiungere qualcosa
alla nostra comprensione del Significato e possibilmente dei Soggetti
del Battesimo. Non aggiunge niente alla nostra comprensione del Modo.
Galati 3:27
Questo testo
probabilmente si riferisce a quello che noi abbiamo chiamato il
battesimo ‘reale’, non al battesimo con acqua. In altre parole, al
battesimo con lo Spirito Santo a cui abbiamo appena fatto riferimento.
Non aggiunge niente alla nostra comprensione del modo del battesimo con
acqua.
Efesini 4:5
Questo verso
si trova in un passaggio dedicato al soggetto e all’importanza dell’Unità
Cristiana. Ci è ricordato che c’è "Un Signore, una Fede, un
Battesimo." Tuttavia è noto che il battesimo è un argomento
di divisione! Sembrerebbe dunque che questo verso deve far riferimento
al battesimo "reale," e non a qualsiasi particolare modo
associato al rituale.
Colossesi 2:11, 12
Il verso 12
è parallelo a Romani 6:4. In ogni caso il verso precedente introduce un
addizionale punto di informazione, perché ci dice che: "nel
quale siete anche stati circoncisi…" Ora chiaramente qui non
si sta parlando della circoncisione fisica, ma anzi il passaggio
aggiunge: "di una circoncisione, fatta senza mano d'uomo." Ciò
conferma l’opinione precedentemente espressa che ciò che è in vista
è la nostra unione con Cristo effettuata dallo Spirito Santo, e non
affatto il battesimo d’acqua. Questa è quindi un ulteriore ragione
per rigettare ogni avventizia connessione con l’immersione.
Ebrei 6:2, 9:10
Il primo
passaggio parla della "dottrina dei battesimi…" e il
secondo di "di varie abluzioni."
In greco è: baptismόV-baptismòs.
Le altre occorrenze sono Marco 7:4, 8, passaggi che parlano di "lavatura
di coppe, di brocche, di vasi di rame e di letti…," che noi
abbiamo già considerato. Questi riferimenti sembrano far riferimento
tutti ai modi veterotestamentari di purificazione simbolica del peccato,
e il lettore attento avrà notato che la pulitura è effettuata
attraverso varie aspersioni e lavaggi: Levitico 14:6, 7, Numeri 8:7,
19:11-13, Salmo 51:7, Ezechiele 36:25-27.4 Che questo è quanto è in
vista sembra essere confermato dagli esempi fornitici in Ebrei 9:13, 19,
21: "aspersi sopra i contaminati … asperse il libro stesso e
tutto il popolo … Parimenti con quel sangue egli asperse …"
Ora, una
distinzione può essere fatta tra queste due parole greche quasi
sinonime bάptisma e
baptismόV:
La prima si riferisce al battesimo cristiano, l’altra alle
purificazioni dell’Antico Testamento, ma l’implicazione ovvia è che
entrambi erano effettuati per aspersione o con lavaggi.
I Pietro 3:21
Questo verso
si riferisce al battesimo con lo Spirito Santo, non a quello con acqua.
Apocalisse 19:13
La parola
greca è bάptw.
Essa si trova anche in Luca 16:24 e Giovanni 13:26, ed è tradotta
"intrisa" o "intinto". Ecco che finalmente sembriamo
avere un esempio di immersione! Ma quando cerchiamo dei riferimenti
paralleli in Isaia 63:3, 4, proprio il passaggio dal quale l’immagine
fu poi ripresa nel Nuovo Testamento, leggiamo: "Il loro sangue
è spruzzato sulle mie vesti e ho macchiato tutti i miei abiti …"
Quanto Giovanni vide nella sua visione in Apocalisse sono le vesti di
Cristo spruzzate col sangue dei Suoi nemici, e la parola che egli usò
per descrivere questo è bάptw,
la parola che è la radice dalla quale abbiamo le altre quattro parole
considerato in questo studio, e il cui significato abbiamo cercato di
capire.5
Discussione
I. Ho
considerato ogni testo nel Nuovo Testamento che usa la parola battesimo
in una delle sue cinque forme greche. Molti testi sono stati discussi,
ma i 14 riferimenti a baptistήV,
cioè Giovanni Battista, sono generalmente incidentali e quindi per lo
più omessi.
Ora, se
prendiamo carta e penna e disegniamo tre colonne, chiamando la prima Immersione
Certa, la seconda Immersione Possibile o Probabile, e la
terza Immersione Impossibile o Improbabile, possiamo, a parte i
riferimenti che sono figurativi, inserirvi ogni testo analizzato.
Nemmeno un singolo testo va nella prima colonna, Immersione certa!
Nella seconda possono andarvi i riferimenti al battesimo del nostro
Signore, dell’eunuco etiope e Apocalisse 19:13, le vesti intinte di
sangue.6 Virtualmente tutti gli altri riferimenti vanno a
finire nella colonna Immersione Impossibile o Improbabile.
Io credo che
questi risultati parlino da soli, ed io incoraggerei chiunque che si sta
dando pena di chiarire questo soggetto di ripetere l’esercizio da se
stesso. Parlando con tutta franchezza, se la Scrittura avesse voluto
farci sapere che l’immersione e solo l’immersione costituisce il
Battesimo Cristiano, perché in nessun singolo caso l’immersione è
certa? E perché in così tanti casi una semplice lettura conduce alla
probabile conclusione che l’immersione non c’entra niente?
II. Perché
allora la diffusissima ed irriflessiva adozione delle vedute battiste
nelle Chiese Evangeliche? Beh, probabilmente la parola "irriflessiva"
costituisce la somma delle risposte! Si consulta un dizionario greco,
esso fornisce il significato di "intingere" o "sommergere,"
uno sguardo veloce al Nuovo Testamento suggerisce che i battesimi di
Giovanni, quello di Filippo e quello dell’eunuco etiope furono per
immersione, e, per finire, un fraintendimento di Romani 6 completa l’illusione.
La nostra
esperienza ci dice che la terra è piatta, che il sono sorge ad est e
che gira intorno alla terra verso ovest, e che se tu bruci qualcosa essa
perde peso. Ma i fatti non ci danno le soluzioni, e dobbiamo imparare
che invece la terra è in realtà basilarmente una sfera e che il moto
apparente del sole è causato dalla rotazione della terra. Solo con
accurate bilance si potè scoprire la falsità della teoria del flogisto.
Non c’è assolutamente niente di sbagliato nel formulare un’ipotesi
riguardo ad una situazione, a patto che poi è controllata e rivista
alla luce di tutti i fatti.7 L’ipotesi battista argomenta dal
particolare al generale, una fallacia logica, e non considera ogni
aspetto per poi giungere ad una conclusione basata su di essi. Perché
se può essere mostrato che in un singolo caso il battesimo non
significa immersione, allora l’intero argomento crolla.
Infatti
abbiamo mostrato sopra che non c’è un singolo caso certo di
immersione nel Nuovo Testamento e che la probabilità negli altri casi
è che il battesimo era amministrato per aspersione o versamento.
Invitiamo i nostri fratelli battisti a prendere ogni caso del Nuovo
Testamento e mostrare che ogni esempio registrato insegna, o
probabilmente insegna, l’immersione, e se questo non può essere fatto,
e naturalmente noi siamo convinti che non può esserlo, li invitiamo ad
abbandonare le loro divisioni scismatiche e ritornare alla fede
riformata.
III. Ma ci
sono ulteriori punti che confermano la nostra posizione e che devono
essere esposti. C’è infatti un triplice aspetto che riguarda il
battesimo.
Primo, dietro
a questo soggetto c’è lo sfondo delle purificazioni del Vecchio
Testamento illustrato nel battesimo di piatti e vasi, ecc., in Marco 7;
nel non essersi lavato o battezzato in Luca 11 da parte del nostro
Signore; nella disputa tra i discepoli di Giovanni e gli Ebrei "intorno
alla purificazione," e infine nei riferimenti ai battesimi in
Ebrei. Ora tutti questi battesimi o purificazioni erano chiaramente
effettuati per versamento, aspersione, o lavaggio.
Secondo, come
abbiamo visto, c’è una forte probabilità che molti battesimi nel
Nuovo Testamento erano effettuati per versamento o aspersione, e come
abbiamo mostrato non c’è niente nelle parole stesse che implichi che
l’immersione fu mai praticata.
Terzo, questi
battesimi d’acqua indicavano o significavano il reale battesimo, il
nostro innesto nel corpo di Cristo per mezzo della rigenerazione, il
battesimo con lo Spirito Santo. E come ci è rappresentato? Ecco una
selezione di espressioni usate per descriverlo: "si posò su
ognuno di loro," "non era ancora disceso su alcuno di loro,"
"lo Spirito Santo discese su tutti quelli che udivano la parola,"
"lo Spirito Santo discese su di loro, come su noi al principio,"
"lo Spirito Santo venne su di loro…" Il punto che è
sicuramente enfatizzato in ogni caso è che il battesimo "reale"
non è raffigurato come un’ immersione nello Spirito Santo, ma come
una discesa su, un cadere su dall’alto, come nel battesimo per
aspersione o versamento.
Ognuno di
questi tre aspetti è congruo agli altri due. I lavaggi, le aspersioni e
i versamenti dell’Antico testamento puntano a quelli del Nuovo nel
battesimo e infine alla grande realtà della caduta dello Spirito Santo
sui credenti (oltre che al sangue di Cristo con cui siamo "aspersi,"
I Pietro 1:2). E ci è ricordato nelle Scritture che un cordone formato
da tre parti difficilmente può essere spezzato. Si sostituisca l’immersione
nel secondo di essi e l’intera raffigurazione che abbiamo del
battesimo svanisce.
IV. Abbiamo
prima sottolineato che ciò che l’immersione richiede praticamente
avrebbe creato molti problemi che ci sono familiari, come anche il
bisogno di costruire o avere appositi battisteri. Inoltre vi sono
problemi medici. Almeno un ministro ha messo in risalto il fatto di
essere stato malato per giorni dopo aver battezzato per immersione un
ampio numero di persone, e C. H. Spurgeon nei suoi ultimi anni delegò l’operazione
a qualcun altro, perchè la sua salute non gli permetteva di poter
continuare. Quanto è strano avere un’ordinanza ministeriale che il
ministro non può eseguire.
Si è sentito
di un missionario Anglicano in Kenya che insisteva nel battezzare i
convertiti per immersione e che contrasse la bilarzia,8 e così non potè
continuare la sua carriera, oltre che aver rischiato la morte. In altri
casi delle persone sono annegate quando i battesimi sono stati
effettuati in mare. Potremmo aggiungere altro, ma preferiamo fermarci
qui.
V. Questa
considerazione conduce piuttosto naturalmente a quella finale. L’adorazione
del Vecchio Testamento con i suoi tipi ed ombre e sacrifici deve essere
stata estremamente faticosa. Ma il nostro Signore dice alla donna
samaritana: "l'ora viene che né su questo monte, né a
Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi
adoriamo quel che conosciamo; perché la salvezza viene dai Giudei. Ma
l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il
Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre
richiede." Negli Atti e nelle Epistole possiamo identificare
gli elementi di questa adorazione. Era condotta "con riverenza e
santo timore" nel Giorno del Signore e consisteva di:
1. Lettura
delle Scritture.
2. Lode, nel
canto dei Salmi.
3. Preghiera.
4.
Predicazione della Parola.
5.
Benedizione. A questa erano aggiunti i due Sacramenti:
6. Battesimo,
e
7. Cena del
Signore.
Questa
adorazione neo-testamentaria estremamente semplice non richiedeva nessun
tempio, e nemmeno una sinagoga. Piuttosto regolarmente la Scrittura
parla di "una chiesa in casa." Anche due o tre riuniti
insieme avevano la promessa della presenza di Dio. Il capo della casa o
un anziano per ministrare, qualche copia delle Scritture (almeno una),
un po’ d’acqua, un po’ di pane e vino, e non occorreva nient’altro.
Case d’incontro potettero venire più tardi e furono ovviamente più
convenienti dove erano coinvolti grandi numeri. Ma ci sono attualmente,
in aree di persecuzione, e senza dubbio potranno esserci nel futuro,
particolarmente dove non è disponibile alcuna adorazione riformata,
grandi vantaggi in tale semplicità.
Ma in base
alle premesse battiste tutto questo è distorto! C’è bisogno di molta
acqua, larghi ed ampi contenitori, e, come tutti coloro che ne hanno
fatto esperienza sanno, non poca attività. Questo vi sembra
assomigliare più alla semplicità dell’adorazione del Nuovo
Testamento, o a qualche distorsione farisaica che si è introdotta più
tardi distorcendo il modo primitivo e biblico?
Conclusione
Noi riposiamo
nella nostra posizione, e crediamo che sia inespugnabile. Rimane solo da
considerare i Soggetti del Battesimo nella sezione conclusiva.
I
Soggetti del Battesimo
Introduzione
Uno dei vantaggi dello scrivere qualcosa sulla Fede Riformata è che non
ci si deve sforzare di tirare l’acqua al proprio mulino. E’
improbabile che, dopo qualche secolo, una seria alterazione debba essere
fatta, anche se, chiaramente, può verificarsi il bisogno di
aggiustamenti o chiarificazioni di seconda importanza. Il nostro unico
compito è semplicemente quello di esporre il più chiaramente e
fedelmente possibile la posizione biblica, e non c’è bisogno di
preoccuparsi a riguardo, o di sopprimere qualche fatto, anche se esso
può eventualmente puntare in un’altra direzione.
Nello studio
precedente, che trattava il Modo del Battesimo, la nostra
attenzione era rivolta a tre linee separate di evidenza.
Prima: i
principali modi di purificazione cerimoniale nell’Antico Testamento
erano versare, aspergere, o lavare, e questi lavaggi sono chiamati
battesimi nel Nuovo Testamento.
Seconda:
quando esaminiamo tutti i riferimenti ai battesimi veri e propri nel
Nuovo Testamento scopriamo che individui, in piccoli o grandi numeri,
sono serviti all’istante e senza disturbi o preparativi di alcun tipo.
La chiara implicazione pratica è che battesimo significava aspersione o
spruzzo, non immersione.
Terza: il
battesimo rituale con acqua si riferisce semplicemente al
battesimo reale con lo Spirito Santo: "Io vi ho battezzato
con acqua, ma Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo." Ora, lo
Spirito è sempre detto "cadere," "scendere," o
"essere sparso su," ecc., e dunque ci aspettiamo
ragionevolmente che il modo del rituale rappresenti simbolicamente il
battesimo reale.
Ognuna di
queste tre linee di evidenza conferma l’altra, ed una fune a tre corde
non si spezza facilmente. Esse indicano che il Modo apostolico era
effusione o aspersione (versamento o spruzzo), non immersione.
La sola linea
di argomento significativa che ho riscontrato contro questa evidenza è
che c’è qualche testimonianza storica che indica che l’immersione
era praticata nel periodo sub-apostolico intorno al 150 d.C., quando la
pratica usuale era quella dell’immersione triuna ricevuta nudi.
Infatti lungo i secoli un vasto numero di cerimonie sono sorte, che
variavano dall’immersione triuna ad estremi in cui, nel secolo 19°,
ad esempio, a St. Martin, nei pressi di Birmingham, i battezzandi
venivano disposti in circolo attorno al fonte battesimale e aspersi dal
fonte da un ministro con una spazzola.
La risposta
Riformata a questi vari modi è che la nostra autorità è semplicemente
la Scrittura, non quanto può essere dedotto dall’archeologia o dalla
storia, e ricordiamo ai lettori che il requisito biblico è che "ogni
cosa sia fatta con decoro ed ordine."
Ciò per noi
è interessante nel momento in cui ci apprestiamo a considerare i Soggetti
del Battesimo, perché c’è una ragionevole evidenza storica che
ci testimonia di battesimi di alcuni bambini già nel 70 o 80 d.C.,
cioè nel periodo apostolico, e che continua da quel periodo senza quasi
alcun dissenso per 1500 anni. In ogni caso però, ripetiamo, la nostra
autorità è la Scrittura. La questione deve essere determinata con
onestà da essa soltanto, per quanto delle testimonianze storiche
possano o meno essere interessanti o illuminanti.
Formulazione della domanda
La chiesa
cristiana è, o almeno dovrebbe essere, un’organizzazione missionaria.
Man mano che i suoi confini si allargano uomini e donne saranno
convertiti a Cristo. La professione di fede è ratificata dal battesimo.
In Atti noi leggiamo di individui, famiglie e moltitudini che sono
battezzate. Fin qui nessun problema. I nostri manuali per i servizi
ecclesiastici prevedono battesimi per adulti. Noi crediamo in essi e li
pratichiamo.9 Non c’è disputa tra noi e i battisti su questo!
La domanda invece è questa: dovrebbero essere battezzati i bambini di
uno o entrambi i genitori professanti?
Noi Riformati,
a questa domanda, rispondiamo:
"Non
soltanto quelli che professano fede in Cristo ed obbedienza devono
essere battezzati, ma anche gli infanti di uno od entrambi i genitori
credenti." (Confessione di fede di
Westminster, Cap. XXVIII – Del Battesimo)
Questo è il
solo punto in questione. A noi non interessa difendere abusi del
battesimo degli infanti, o fraintendimenti di questo sacramento
praticati in particolari servizi, né vogliamo qui discutere gli effetti
del battesimo.
La questione
può essere posta in un altro modo: I nostri infanti devono essere
trattati come membri della Chiesa?
Considerazioni preliminari
Tutta la
teologia sistematica è interconnessa e quindi ogni specifica dottrina
dipende inevitabilmente da altre. Ve ne sono due che in modo specifico
qui ci interessano: Chiesa e Patto. C’è stata ampia
discussione su entrambi i punti, e non meno nella rivista dove questi
articoli sono originariamente apparsi.10 Qui desideriamo considerare
soltanto due punti. Anche se è usata una nuova forma nelle parole del
nostro Signore, "Io edificherò la mia chiesa …," c’è
un’unità generica con la chiesa (Atti 7:38, dove l’"assemblea"
veterotestamentaria è nel greco è esplicitamente chiamata dallo
Spirito Santo "ecclesia," la parola da cui noi abbiamo
derivato "chiesa") dell’Antico testamento così che Paolo in
Romani 11:16-21 può parlarci di un essere innestati e di un prendere
parte alla "radice e alla grassezza dell’olivo;" e ci
è ricordato che "non sei tu a portare la radice, ma è la
radice che porta te."
Similmente,
anche se parliamo di un Vecchio ed un Nuovo Patto, tra essi vi è un’essenziale
unità, così che Galati 3 ci dice che prendiamo parte al patto
stipulato con Abraamo, ed Ebrei fa riferimento a "un patto
eterno."
Entrambi
questi aspetti sono racchiusi e sommati nelle parole della promessa ad
Abraamo: "In te saranno benedette tutte le famiglie della
terra," Gen. 12:3. L’unità di entrambi è ulteriormente
confermata dalla promessa di Dio ripetuta ad Abraamo: "Io sarò
loro Dio ed essi saranno mio popolo."
Argomenti a
favore del Battesimo degli Infanti
1. Cominciamo
ricordando ai nostri lettori che "La salvezza appartiene all’Eterno."
Chi è salvato, e quindi chi è perduto, è deciso dal Decreto
eterno di Dio. Ma Dio praticamente usa dei mezzi, e noi ci accorgiamo
dalla Scrittura che normalmente a Dio piace salvare lungo la linea delle
generazioni.
All’inizio
del volume sacro, in Genesi 4 e 5, notiamo che vengono tracciate due
linee.
Prima abbiamo
la linea di Caino. In essa notiamo lo sviluppo dell’agricoltura, della
meccanica e della musica, come anche della poligamia e della guerra. Ma
della grazia non ci è detto niente.
Quindi c’è
la linea di Set. Qui possiamo notare questo: "quindi gli uomini
cominciarono ad invocare il nome dell’Eterno." Anche se non
possiamo sapere se tutti i discendenti di Set che sono nominati erano
salvati, tuttavia nella settima generazione leggiamo: "ed Enoc
camminò con Dio, e non fu più trovato, perché Dio lo prese."
Dopo di lui Lamec e Noè furono uomini giusti. Ora, chiaramente non
tutti i discendenti di Set erano rigenerati, perché leggiamo in Genesi
6 di matrimoni misti tra le due linee, e nonostante molti figli e figlie
fossero nati, al tempo di Noè, dopo sole dieci generazioni, soltanto
lui e la sua famiglia erano rimasti pii.
2. Dalla
linea di Noè venne a suo tempo Abraamo, ma notiamo, durante questa
transizione, una profezia significativa: "Dio allargherà Iafet,
e dimorerà nelle tende di Sem." Abbiamo già notato che in
Abraamo tutte le nazioni devono essere benedette, ma quando leggiamo la
storia vediamo lo sviluppo della promessa del Patto significata dalla
circoncisione per l’adulto Abraamo e gli uomini della sua casa e tutti
gli infanti maschi di otto giorni: "Poi DIO disse ad Abrahamo:
Da parte tua, tu osserverai il mio patto, tu e la tua discendenza dopo
di te, di generazione in generazione." Genesi 17:9. Abraamo "ricevette
il segno della circoncisione, come sigillo della giustizia della fede
che aveva ottenuto…" Ma Isacco è circonciso quando aveva
otto giorni. La chiesa infante conteneva non soltanto credenti, cioè
Abraamo, ma anche la loro discendenza: Isacco.
3. Un po’
dopo leggiamo di Abraamo che il Signore disse: "Io infatti l'ho
scelto, perché ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di
seguire la via dell'Eterno, mettendo in pratica la giustizia e l'equità,
perché l'Eterno possa compiere per Abrahamo ciò che gli ha promesso."
Doveva esserci una pia istruzione nelle vie del Signore, o, come
dice il Nuovo Testamento a riguardo: "E voi, padri, non
provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e
nell'ammonizione del Signore."
4. Al tempo
di Mosè fu aggiunto un secondo sacramento: la Pasqua. Ora, entrambi i
sacramenti includevano lo spargimento di sangue e naturalmente
raffiguravano il solo grande e finale sacrificio del nostro Salvatore,
il Signore Gesù Cristo. "Cristo, la nostra Pasqua, è stato
immolato per noi." Ma, se guardiamo indietro, lo spargimento di
sangue non è più appropriato, e così il battesimo rimpiazza la
circoncisione: "In Lui foste anche circoncisi … seppelliti con
Lui nel battesimo …," e la Cena del Signore prende il posto
della Pasqua.
5. La
posizione dunque è questa: per 2000 anni Chiesa e Patto hanno incluso
non soltanto i credenti ma anche la loro discendenza di infanti. Tutti i
maschi erano circoncisi all’età di otto giorni, altrimenti erano
trattati come tagliati fuori dal patto. Membri proseliti adulti erano
circoncisi per essere ammessi. Ciò continuò nella Chiesa fino al 60
d.C., perché leggiamo di quelli che continuavano a circoncidere i loro
bambini al tempo dell’ultima visita di Paolo a Gerusalemme.
6. Ora,
Cristo è "il messaggero del patto," Malachia 3:1, il
Patto fatto con Abraamo, e Lui è "un ministro della
circoncisione per la verità di Dio, per confermare le promesse fatte ai
padri, e affinché i Gentili glorifichino Dio per la Sua misericordia."
Romani 15:8, 9. Ora, quali erano i termini del Patto? Solo questi: che
Egli sarebbe stato "un Dio per Abraamo e la sua discendenza."
C’è dunque qualche comandamento che abroga questa posizione
privilegiata dei bambini nei termini del Nuovo Patto?11
7. Cerchiamo
dunque di rivedere i vari riferimenti con questa domanda in mente.
Matteo
19:13-15
Qui vediamo l’attitudine
del nostro Signore a confronto con quella dei discepoli.
"Lasciate
i piccoli fanciulli venire a me, perché di tali è il regno dei cieli."
Atti 2:37-39
Pietro sta
predicando nel giorno di Pentecoste e in risposta alla domanda, "Fratelli,
che dobbiamo fare?" egli disse: "Ravvedetevi e ciascuno
di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo … Poiché la
promessa è per voi e per i vostri figli …."12
Atti 16:14,
15
Qui leggiamo
di una certa Lidia alla quale "il Signore aprì il [suo] cuore
per dare ascolto alle cose dette da Paolo. Dopo essere stata battezzata con
la sua famiglia …."
Atti 16:30-34
Nella storia
del carceriere di Filippi vediamo che quest’ultimo chiede a Paolo: "Signori,
cosa devo fare per essere salvato?». Ed essi dissero: «Credi nel
Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua». Poi essi
annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in
casa sua … E lui e tutti i suoi furono subito battezzati … e si
rallegrava con tutta la sua famiglia di aver creduto in Dio."
Si noti: il carceriere chiese cosa lui deve fare, ma la risposta che
riceve include la sua casa, così vediamo che tutta la famiglia
fu battezzata, ma fu lui, singolo, che aveva creduto.
I Corinzi 1:16
"Ho
battezzato anche la famiglia di Stefana." Abbiamo qui un terzo
esempio di battesimo di una famiglia.
I Corinzi
7:14
"…altrimenti
i vostri figli sarebbero immondi; ora invece sono santi."
I bambini del Patto si trovano in una posizione speciale davanti a Dio.
C’è dibattito su cosa significhi esattamente "santi" in
questo passaggio, ma io suggerisco che i testi che seguono fanno un po’
di luce a riguardo. In Ezechiele 16:21 Dio esprime malcontento: "che
tu dovresti scannare i miei figli…?" ed in Malachia
2:13-15 rifiuta il divorzio, "Poiché egli cercava una
discendenza da DIO."13
Efesini 6:1-3
"Figli,
ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. «Onora
tuo padre e tua madre», questo è il primo comandamento con promessa,
«affinché tu stia bene e abbia lunga vita sopra la terra»."
Colossesi
3:20
"Figli,
ubbidite ai genitori in ogni cosa, poiché questo è accettevole al
Signore."
Ora, a chi ci
si sta rivolgendo in queste due Epistole? Nella prima, "Ai santi
che sono in Efeso ed ai fedeli in Cristo Gesù," e nella
seconda, "Ai santi ed ai fratelli fedeli in Cristo, che sono a
Colosse." Noi vediamo che istruzioni sono date a mariti, mogli,
padroni, servi e bambini. Tutti sono egualmente
trattati come membri della Chiesa!14
Discussione
Cerchiamo ora
di essere chiari: non stiamo dicendo che questi testi provano il
battesimo degli infanti. Noi non sappiamo se le famiglie di Stefana,
Lidia o il carceriere di Filippi contenessero dei bambini, anche se c’è
una buona probabilità che una, o più di una, ne avessero al loro
interno.
Ciò che
stiamo affermando è questo: i bambini dei membri della Chiesa sotto l’Antico
Patto erano trattati come membri della Chiesa e i maschi ricevevano il
sacramento della circoncisione. Non c’è evidenza che questo
privilegio è stato ritirato sotto il Nuovo Patto, e le parti del Nuovo
Testamento che abbiamo notato sono del tutto coerenti con il fatto che i
bambini continuarono ad essere considerati come membri della chiesa e
quindi di conseguenza battezzati. Ponendo la questione negativamente,
potremmo ragionevolmente chiedere ai nostri fratelli Battisti, con la
loro enfasi sul ravvedimento e la fede individuale per essere
considerati soggetti degni di ricevere il battesimo, di dirci cosa nel
loro sistema e nella loro pratica corrisponde ai tre battesimi di
famiglie sopra menzionati?
Possiamo
riassumere quello che abbiamo detto riconoscendo che Dio è Sovrano
nella salvezza. Ma piace a Dio di usare mezzi per i Suoi fini ed è la
Sua graziosa e misericordiosa provvisione di chiamare normalmente i Suoi
eletti lungo la linea del Patto. Vediamo ciò nella linea di Set a
differenza di quella di Caino. Non vediamo l’elezione operare
apparentemente a caso tra le due linee. Ciò naturalmente non vuol dire
che tutti quelli che si trovano nella linea del Patto sono salvati; tra
i discendenti di Set sembrerebbe che la maggioranza si sviò. Né
significa che Dio non può cominciare una nuova linea di patto in
qualsiasi momento; perché questo è precisamente quanto noi vediamo
accadere nell’opera missionaria. Io ho sentito di persone Riformate
olandesi che possono far risalire i loro antenati 400 o 450 anni fa e
dicono che in ogni generazione ci sono stati quelli che hanno invocato
il nome del Signore. Sotto l’antica dispensazione il segno del Patto
era la circoncisione, ma durante la nuova lo è il battesimo. E’
interamente in linea con questo che dovremmo aspettarci di battezzare i
nostri infanti, e tutta l’evidenza che abbiamo indica questa direzione.
La linea di Sem giunse fino ad Abraamo, ai Patriarchi e quindi a tutto
Israele. Molti di noi nell’Ovest sono discendenti di Iafet. Riguardo a
questo, come per altro, per noi è appropriato dimorare nelle tende di
Sem!
Conclusione
Abbiamo
cercato, fino ad ora, di presentare la verità in un modo positivo.
Rimane soltanto considerare le obiezioni al pedobattesimo e di tirare
alcune conclusioni pratiche per l’intera discussione.
Obiezioni
al Pedobattesimo
Nelle pagine
precedenti abbiamo cercato di presentare positivamente la verità che la
discendenza infantile dei genitori credenti deve essere battezzata.
"L’argomento in poche parole è semplicemente questo: Dio
stabilì la Sua Chiesa nei giorni di Abraamo e vi pose bambini al suo
interno. Essi devono rimanerci finchè Egli non li toglie via. Egli non
li ha mai tolti via. Essi sono ancora membri della Sua Chiesa e in
quanto tali hanno diritto alle sue ordinanze. Tra queste ordinanze vi è
il battesimo, che, trovandosi in una posizione simile nel Nuovo
Testamento a quella che aveva durante la dispensazione del Vecchio, come
quella deve essere amministrata ai bambini."
La citazione
è presa dalla conclusione di un affascinante articolo di B.B. Warfield
intitolato: "La Polemica sul Battesimo degli Infanti"
in cui lui considera sei obiezioni al Battesimo degli Infanti elencate
da A. H. Strong nella sua Teologia Sistematica, e mostra che
nemmeno una di esse è valida.15 Vale la pena di leggere l’intero
articolo. Qui, in una risposta molto più breve, desidero semplicemente
considerare tre obiezioni che vengono regolarmente poste.
Obiezione I.
"Non c’è
alcun comandamento nel Nuovo Testamento per il Battesimo degli Infanti."
La prima risposta deve sicuramente essere
che è l’argomento dell’esclusione degli infanti dalla chiesa che
deve essere provato dai nostri oppositori! Che la circoncisione degli
infanti come quella degli adulti era praticata per espresso comandamento
di Dio nell’Antico Testamento è ammesso da tutti. Dove, sotto la
Nuova Dispensazione esso è stato abrogato? E perché, sotto la più
piena, chiara e splendente luce del Vangelo i nostri bambini devono
essere spiritualmente svantaggiati in confronto alla loro posizione nell’Antico
Testamento?
Secondo,
quando il nostro obiettore afferma, come di solito accade, che ha
bisogno di un comandamento positivo, egli mostra sicuramente una certa
misura di arroganza. Dio ci istruisce nella Sua Parola in prosa: "Nel
principio Dio creò i cieli e la terra." In Poesia: "I
cieli dichiarano la gloria di Dio." In Parabole: "Un
seminatore uscì a seminare." C’è l’allegoria: "e
queste sono un’allegoria," e anche stile apocalittico: "Rivelazione
di Gesù Cristo…"Una dottrina può essere "o
espressamente stabilita nella Scrittura, o per buona e necessaria
conseguenza dedotta dalla Scrittura." [Confessione
di fede di Westminster, Cap. I. VI] Non
è appropriato per la creatura mettersi a giudicare il modo in cui il
Creatore dovrebbe istruirci, accettiamo riverentemente quello che Egli
fa.
Terzo, può
essere obiettato che "Personalmente non me ne importa niente del
tuo ‘buona e necessaria conseguenza.’ Dammi un esplicito
comandamento della Scrittura ed obbedirò!" Non te ne importa
niente? Ogni chiesa cristiana che conosco giustamente ammette le donne
credenti alla Cena del Signore. Ma non c’è né un comandamento
esplicito per questo nel Nuovo Testamento, né un solo esempio a
riguardo. Noi ammettiamo le donne alla Cena, e giustamente, per "buona
e necessaria conseguenza."
Considerando
questo vediamo che questa prima obiezione semplicemente crolla.
Obiezione 2.
"Le
Scritture richiedono fede e ravvedimento prima del battesimo."
Questo
argomento naturalmente si sviluppa in questo modo: gli infanti sono
incapaci di esercitare sia fede che ravvedimento e quindi non sono
soggetti appropriati per il battesimo. Ma se spingiamo l’argomento un
pò oltre notiamo che è un sofisma. Ciò che si sta implicando è
questo:
Le Scritture
richiedono fede e ravvedimento dagli adulti perché possano
essere battezzati, ma siccome gli infanti non possono esercitarli
non possono essere battezzati.
La fallacia
di questo ragionamento sta nel fatto che la premessa riguarda gli adulti,
ma la conclusione riguarda gli infanti.
Forse
potremmo essere più chiari ancora sostituendo il testo precedente con
questo: "Chi crede ed è battezzato sarà salvato, ma chi non
crede sarà condannato." E così: le Scritture richiedono fede
ed il battesimo dagli adulti perché essi siano salvati, ma
siccome gli infanti non possono esercitarli saranno condannati.
E ancora: "Se
qualcuno non vuole lavorare non deve neppure mangiare." E così:
le Scritture richiedono che gli adulti lavorino perché mangino,
ma siccome gli infanti non possono lavorare essi non possono
mangiare né essere nutriti!
Il sofisma,
un argomento specioso ma fallace, è ora sicuramente chiaro. Noi non
crediamo che tutti gli infanti sono perduti, né crediamo che non
dovrebbero non mangiare. L’errore sorge semplicemente perché si
applica agli infanti ciò che è inteso per gli adulti, e chiaramente
dunque anche questo argomento crolla completamente.
Obiezione 3
Questa serie
si concentra primariamente sull’analisi e sul commento dei dati
biblici. Ma c’è un’obiezione storica che piuttosto regolarmente è
posta. I Riformatori, e quelli tra noi che adottiamo la posizione
Riformata, sono accusati di essersi portati dietro il Battesimo degli
infanti da Roma. Ora, se dovessi far notare ai Battisti che nel
praticare l’immersione essi stanno semplicemente seguendo i Testimoni
di Geova, essi giustamente risponderebbero in modo indignato che essi
hanno seguito questa pratica da molto prima che Testimoni di Geova
esistessero.
Precisamente
la stessa considerazione possiamo fare noi. La storia del battesimo
degli infanti ha le sue radici, non, come qualcuno suggerisce, solo dopo
l’anno 400, ma molto prima nel passato, fino a dove abbiamo reperti
storici. I primi sviluppi del sacerdotalismo ci furono intorno all’anno
250 d.C. con Cipriano. Lungo i secoli la sede di Roma aumentò le sue
pretese con fermezza, man mano che il braccio frenante dei Cesari si
indebolì, e così la potenza dell’uomo del peccato si accrebbe, II
Tessalonicesi 2. Ma dovette passare un millennio prima che il sistema
Romano fosse pienamente sviluppato.
Uno potrebbe
allo stesso modo argomentare che cantare i Salmi non è biblico perché
Roma canta i Salmi.
Noi li
cantiamo perché vediamo che il Signore ed i Suoi apostoli li cantavano.
Sono quelli che non li cantano che non seguono la Bibbia. La pratica
Riformata non deve niente a Roma, ma il fatto che questa cantilena è
così prontamente ripetuta suggerisce la disperazione del caso Battista.
Implicazioni
Quali
conclusioni possiamo trarre da quanto abbiamo detto fin qui?
I. Quando una
persona è stata battezzata nel nome della Trinità questo battesimo non
deve mai essere ripetuto. Non sarà qualche commento sull’"aspersione
degli infanti" che giustificherà questa pratica. Il ministro che
svolge questa ripetizione dovrebbe saperlo bene, ed il candidato
potrebbe saperlo meglio se solo si fosse informato adeguatamente. So che
la parola anabattista ha dei cattivi connotati, e nessuno
difenderebbe mai gli incidenti terribili che si verificarono nei secoli
scorsi, ma sembra ancora che questa sia l’unica parola da poter essere
applicata a questa pratica della ripetizione. Ma, dirà qualcuno, i miei
genitori erano soltanto cristiani nominali. Io fui battezzato perché
"così si usava fare." Così Dio nella Sua misericordia ti ha
dato la realtà che corrisponde a ciò che, forse nell’ignoranza, fu
dato nel rituale da bambino. Gioisci, ma non ripetere il battesimo. Ma,
dirà qualcun altro, la chiesa in cui fui battezzato è largamente
apostata ed il ministro era un uomo empio. Se ciò è vero, queste cose
sono comuni e deplorevoli, ma non invalidano le azioni ufficiali, non
più di quanto il carattere di un ufficiale di stato civile che celebra
matrimoni influisce sulla loro validità. La sola eccezione a questa
regola concerne i culti, come i Testimoni di Geova, i Mormoni, gli
Unitariani, ecc., dove il Dio Triuno è rinnegato. In questi casi il
battesimo cristiano dovrebbe essere richiesto.
II. Nel caso
in cui una persona sia stata condotta alla vera fede in Cristo e non sia
stata precedentemente battezzata dovrebbe richiedere il battesimo
urgentemente. Il battesimo è l’evidenza che definisce a se stessi e
al mondo che si è cristiani. Forse è ironico che i soli luoghi dove
uno può incontrare credenti non battezzati sono le chiese battiste, o
quelli connessi per nascita a loro. Può verificarsi che, proprio come
in alcune chiese Presbiteriane ci sia una certa riluttanza a prendere la
Cena del Signore perché è infrequentemente celebrata, a causa dell’enfasi
che vi è posta, così nelle chiese Battiste vi è una non biblica
enfasi sul battesimo, e la pretesa che sia praticato in un modo
particolare (che noi giudichiamo non biblico), e spesso associato ad una
grande messa in mostra, inibisce proprio le anime più sensibili ed
esercitate che secondo un giudizio caritatevole sarebbero candidati
propri per questa ordinanza.
III. Ma al di
là delle nostre dispute e divisioni dobbiamo ricercare la realtà della
fede. Ci siamo davvero ravveduti e abbiamo creduto al vangelo? Ha Dio
salvato le nostre anime in Cristo? Qualsiasi conclusione possiamo
raggiungere sui modi ed i soggetti, ovvero sul rituale, siamo partecipi
della realtà che esso raffigura, ovvero il battesimo con lo Spirito
Santo e la nuova nascita? Se no, tutta la nostra teologia sarà vana, e
sarebbe meglio che non fossimo mai nati!
Conclusioni Finali
Giungendo
alla fine, in qualche modo con un’attitudine di ringraziamento, voglio
ancora riconoscere il pericolo menzionato all’inizio del nostro
approccio a questo soggetto. La difesa della posizione Riformata e
biblica è qualcosa che siamo stati costretti ad intraprendere a causa
di chi considera questo soggetto così importante da istituire chiese
battiste, ordinare ministri battisti, e strutturare un’intera
denominazione. Storicamente questo movimento è scismatico.
Invitiamo ora
tutti costoro a riconsiderare attentamente la loro posizione.
E’ comune
per i Battisti vedere il battesimo come un simbolo della morte e
risurrezione di Cristo. Se comunque essi considereranno quello che è
stato scritto riguardo al Significato, sospetto che ci sia poco
da disputare.
Per quanto
riguarda il Modo, invitiamo il lettore a non appoggiarsi su pochi
testi prova, ma di percorrere l’intero Nuovo Testamento e notare ogni
luogo dove si parla del battesimo, compresi quei testi dove l’originale
è adombrato dalla traduzione. Che egli voglia considerare le
moltitudini al Giordano, i tremila nel giorno di Pentecoste, il
carceriere di notte, ecc.. Poi li metta a confronto con la quantità di
lavoro necessario per immergere una persona sola. Inoltre, si ricordi
che il rituale deve rappresentare la realtà dello spargimento dello
Spirito Santo. Io credo che la sola conclusione può essere quella di
abbandonare l’insistenza sull’immersione.
Per quanto
riguarda i Soggetti, siamo d’accordo che gli adulti convertiti
dovrebbero battezzarsi. La sola questione reale è come trattare i loro
bambini. Qui abbiamo bisogno di considerare tutti i dati della Scrittura.
Il fatto che
i bambini erano inclusi nel Patto dall’inizio, l’assenza di
qualsiasi indicazione di cambiamento, e le note incidentali di battesimi
di intere famiglie ed i comandamenti indirizzati ad i bambini
considerati come membri della chiesa, possono indicare una sola strada.
Per
altre risorse in italiano, clicca qui.
Bibliografia
Il miglior libro sul Battesimo è la
Bibbia! Lo scopo di questi articoli è stato semplicemente quello di far
risaltare la posizione biblica, e invitiamo semplicemente i nostri
lettori ad emulare i cristiani bereani e quindi ricercare da loro stessi
la verità intorno a questo soggetto, e siamo fiduciosi del risultato.
Ma molti di noi non conoscono il greco, ed, inoltre, se la nostra
attenzione non è specificatamente attratta su un argomento, noi
potremmo tendere con facilità a non interessarcene più di tanto. Di
certo questi articoli non avrebbero potuto essere stati scritti senza
attingere da altre fonti. Lo studente interessato può trovare nelle
seguenti opere un prezioso aiuto:
Jay E. Adams
…………………………………………………………….. The
Meaning and Mode of Baptism
James M Chaney
…………………………………………………………………………..
William the Baptist
Peter Edwards …………………………… Candid
Reasons for Renouncing the Principles of Anti-Pedobaptism
Edmund B. Fairfield
………………………………………………………………………..
Letters on Baptism
W. J. Lowe
……………………………………………………………………
Baptism, Its Mode and Subjects
Pierre Ch. Marcel
……………………………………………………. The
Biblical Doctrine of Infant Baptism
John Murray
………………………………………………………………………………...
Christian Baptism
Duane Spencer
……………………………………………………………………………….…..
Holy Baptism

1N.d.T. Vedi nota numero 7 a
pagina 20.
2 N.d.T. Misura di volume anglosassone.
3N.d. T. Francesco De Lucia, il
traduttore del presente studio di M. Kimmitt, è in un certo qual modo
in disaccordo con questa affermazione dell’autore, in quanto che essa
presuppone che dallo studio della Scrittura non si possa ricavare con
certezza il corretto modo di amministrare il battesimo. L’eresia dei
Galati essenzialmente consiste nell’ aggiungere un rito, un’opera
inventata dagli uomini, o un’opera fatta dagli uomini all’opera di
Cristo come parte essenziale per la base della propria giustificazione
dinanzi a Dio. Ora, se i Battisti intendono questo quando dicono che un
battesimo che non è per immersione non è valido, cioè che quindi la
persona a cui è stato amministrato non può essere salvata, allora l’osservazione
di Kimmitt è pertinente, ma se da parte dei Battisti il punto è
meramente determinare quale sia il corretto modo, e la Scrittura ci
permette di determinarlo, allora si deve necessariamente parlare del
corretto modo a discapito di un altro che non lo sarà. In questo caso
quindi è lecito parlare di un modo scorretto di amministrare il
battesimo confrontandolo con quello che la Scrittura ci insegna essere
quello corretto.
4 N.d. T. E’ utile fare un’ulteriore
precisazione. Il passaggio di Levitico 14:6, 7 è usato dai Battisti
come prova che "battesimo" significhi "immersione,"
facendo peraltro riferimento alla versione dei Settanta che traduce con
la parola "battezzerà" la parte che al verso 6 in ebraico
significa "immergerà." Ma benché sia così, si deve fare
attenzione a notare che il battesimo neo-testamentario raffigura la
purificazione dal peccato, e che dunque è il verso 7 quello a cui ci si
deve riferire quando si ha in mente la purificazione, non il verso 6. La
parte che parla di come la purificazione viene effettuata, applicata, è
il verso 7. Colui che doveva essere purificato veniva asperso, non
veniva immerso. Ed è a questa fase che il battesimo neo-testamentario
fa riferimento, a quella applicazionale dell’elemento purificatore,
o meglio, che raffigura la purificazione. Ciò è confermato da
tutti gli altri passaggi menzionati. La purificazione avviene sempre per
mezzo di un’aspersione purificatrice, la pratica che nell’AT
raffigurava la purificazione col sangue di Cristo, col quale veniamo
"aspersi" (I Pietro 1:2). Quest’opera ci viene applicata
mediante lo Spirito, col quale veniamo "aspersi," perché Egli
è sparso sui credenti. Il battesimo con acqua non fa altro che
raffigurare questo.
I Battisti in sostanza fanno riferimento al verso
sbagliato in Levitico 14, e ciò sempre perché partono col presupposto
che "battesimo" debba significare solo "immersione,"
e credono di trovare al verso 6 una conferma della loro posizione. Ma
non è quello il verso che parla della purificazione, la realtà
raffigurata dal battesimo con acqua, bensì il verso 7.
5 N.d. T. Cristo non ha "immerso"
le sue vesti nel sangue dei Suoi nemici, ma è il sangue che è stato spruzzato
sulle Sue vesti. Come risultato di questo spruzzo sulle vesti,
Giovanni vede questa veste intrisa del sangue, bagnata ed
impregnata del sangue spruzzato precedentemente sulle
vesti. La parola greca "bapto" è usata per descrivere lo
stato delle vesti già bagnate e impregnate dal sangue, e non il
modo in cui quel sangue è giunto in contatto con le vesti. Questo
contatto, il momento "applicazionale" del sangue alla veste,
non è l’immersione, ma lo spruzzo, o aspersione.
Considerando la dottrina del modo del battesimo, il
lettore deve ricordare che noi ci stiamo qui occupando proprio del
momento "applicazionale" dell’elemento (l’acqua) a colui a
cui esso è applicato.
6 N.d.T. Riguardo alla probabilità che
Apocalisse possa supportare la probabilità che le vesti siano state in
qualche modo "immerse" nel sangue, vedasi nota numero 5, in
cui è chiarito bene che non lo sono state.
7N.d.T. Questo è valido solo
quando ci si trova di fronte ad un’induzione chiusa, ovvero quando per
stabilire una legge universalmente valida si esaminano tutti i dati
possibili che conducano allo stabilimento di una legge in base a tutti i
dati, e si è sicuri che non ve ne siano di ulteriori che possano
confermare o disapprovare la legge. Ciò, nel caso dello studio sul
significato della parola battesimo nella Scrittura è possibile, perché
i dati che abbiamo da analizzare per stabilire "la legge" sono
finiti, ma, in moltissimi casi riguardanti leggi naturali, è
impossibile, in quanto i dati da analizzare spesso non sono compresi in
un numero ed in un tempo finito. Molte, se non tutte, le leggi della
scienza empirica, dunque, basandosi su una fallacia logica, quella dell’induzione,
sono sempre falsificabili da ulteriori osservazioni ed esperimenti
futuri, e quindi sono, in un’ultima analisi, non da doversi
considerare come vere.
8N.d. T. Malattia derivante dell’utilizzo di
acqua inquinata.
9N.d. T. Ciò si verifica in ogni congregazione di
confessione Riformata o Presbiteriana.
10N.d. T. Il periodico a cui qui è
fatto riferimento è il già menzionato British Reformed Journal. Si
visiti pure il sito web: www.britishreformedfellowship.org.uk/
per maggiori informazioni.
11N.d. T. Cristo è ministro della
circoncisione per confermare le promesse fatte ai padri. Le promesse
sono sintetizzate in questa promessa fatta ad Abraamo: "Io sarò il
tuo Dio e della tua discendenza." Cristo ha dunque confermato
questa promessa nell’amministrazione del Patto dell’era neo-testamentaria,
e, non essendoci alcun comandamento che abroghi questa promessa per la
discendenza dei figli di Abraamo, ovvero i figli dei credenti, ma anzi
Cristo l’ha confermata, anche alla discendenza spirituale dei figli di
Abraamo nel Nuovo Testamento la promessa rimane valida, proprio come era
nell’epoca patriarcale. Il segno della promessa era ricevuto da tutta
la discendenza naturale di Abraamo, benché la promessa fosse stata
fatta soltanto alla discendenza spirituale che si trovava in essa, e
ugualmente nell’epoca neo-testamentaria la promessa è la stessa,
confermata da Cristo, ed è fatta, come nell’epoca precedente, a tutta
la discendenza spirituale che si trova in mezzo a quella naturale dei
figli dei credenti. Come nella vecchia amministrazione del patto di
grazia tutta la discendenza naturale riceveva il segno della promessa,
così questa pratica rimane invariata nell’epoca neo-testamentaria
della chiesa, non essendovi stata apportata alcuna abrogazione ed
essendo il patto e la promessa rimaste le stesse.
12N.d. T. Per quelli che sono
eletti tra i figli dei credenti, esattamente come nell’epoca
veterotestamentaria. Ciò non preclude che il segno della promessa sia
applicato a tutti, esattamente come nell’epoca veterotestamentaria.
Niente ha cambiato o abrogato questo stato di cose.
13N.d. T. Suggerisco che "santi"
si riferisca in senso proprio solo alla discendenza eletta tra i figli
dei credenti, e riferito agli altri significa "esternamente santi."
Solo ai primi appartiene il senso vero e proprio della parola, ai
secondi solo uno temporale e puramente esteriore, simile a quello
riguardante "il marito non credente santificato nella moglie"
di 1 Corinzi 7:14 stesso, anche se è da dire che per quanto riguarda i
figli dei credenti allevati nella disciplina ed ammonizione del Signore
c’è da prendere in considerazione le influenze spirituali della
Parola che essi ricevono durante tutto il tempo della loro istruzione in
una famiglia cristiana. Anche in questo senso essi sono "santi,"
perchè santificati, seppure sia solo in modo esteriore e superficiale,
e non trattandosi di persone realmente rigenerate, dalla Parola e dallo
Spirito che parla nella Parola, vedasi Ebrei 10:26-29.
14N.d. T. Ci si rivolge a loro
nello stesso senso in cui ci si rivolge ai credenti adulti, nel bel
mezzo di esortazioni alla chiesa. Essi sono dunque visti come
credenti rigenerati e membri della chiesa a tutti gli effetti, benché
tra loro soltanto i bambini eletti lo siano, proprio come in una
congregazione ci sono adulti che sono veri credenti ed altri che non lo
sono, ma comunque anch’essi ricevono esortazioni ed istruzioni essendo
considerati tutti come credenti rigenerati. Come ai credenti considerati
rigenerati si danno esortazioni di ubbidire "nel Signore,"
così anche ai bambini si ordina di ubbidire "nel Signore."
Solo un rigenerato può essere esortato nel bel mezzo di esortazioni
rivolte alla chiesa ad ubbidire ad un comandamento, perché solo un
rigenerato può adempiere il comandamento di Dio (Romani 8:1-5). Solo i
reprobi, manifestando persistente rifiuto di obbedire in fede, nel
Signore, alla Parola rivolta al popolo del Patto, saranno considerati
come probabilmente non appartenenti al popolo dei rigenerati, il popolo
a cui solo appartiene la promessa, e quindi disciplinati prima con
censure e poi, se vi è persistente mancanza di ravvedimento, con
scomunica.
Per un approfondimento vedasi: Herman Hanko, We
and Our Children Grand Rapids: Reformed Free Publishing Association,
revised edition, 2004; David J. Engelsma, The Covenant of God and the
Children of Believers, Grand Rapids: Reformed Free Publishing
Association, 2005; Herman
Hoeksema, Believers and Their Seed: Children in the Covenant, Grand
Rapids: Reformed Free Publishing Association, revised edition, 1997.
I volumi possono essere acquistati qui: http://www.cprf.co.uk/bookstore.htm#Baptism,
e sono altamente consigliati.
15N.d. T. Studies in
Theology, pp. 389ff. |